Arte distillata Alambicchi e manifesti dove si produce il Fernet Sopra l'intenso via vai della circonvallazione, tra via Lancetti e viale Jenner. Sotto, del tutto insospettabile, un'immensa cantina dove in cinquecento botti antiche di rovere maturano i liquori. Nel 1913, quando le Distillerie Fratelli Branca hanno trovato sede in questa zona di Milano, era aperta campagna. Oggi siamo ai margini del quartiere Bovisa. Il Fernet, celebre aperitivo e digestivo, si produce ancora qui, quasi nel cuore della città, con metodi che coniugano il gusto dell'artigianalità con la capacità di crescere e innovarsi. «Si segue ancora alla lettera una formula segreta, composta di ventisette erbe in arrivo dai quattro continenti, racconta Niccolò Branca, presidente e amministratore delegato che viene tramandata in famiglia da cinque generazioni ». Perché la vicenda della Fratelli Branca ha inizio nel 1845, quando il capostipite Bernardino, appassionato di alambicchi ed esperto speziale, inizia a produrre per il pubblico l'amaro che aveva inventato a uso personale e medicinale. Genziana e anice stellato, scorza d'arancia amara e camomilla, aloe e rabarbaro: è subito un successo che si espande su scala mondiale. Questa storia di tradizione e imprenditorialità lombarda ora si può conoscere dal vivo. Dopo anni di lavoro, tra ricerche d'archivio e interventi di restauro, apre al pubblico la Collezione Branca: un nuovo museo d'industria, mille metri quadri di esposizione all'interno della storica fabbrica milanese. «Se molti ricordano il simbolo dell'aquila che regge tra gli artigli il globo terrestre, logo dell'azienda prosegue Branca pochi sanno che a creare quest'immagine è stato il celebre cartellonista Leopoldo Metlicovitz, nel 1893, e che l'affiche in edizione originale si trova qui». Questa e altre le sorprese che il percorso riserva, tra curiosità, immagine, comunicazione e cultura. Come la serie di calendari illustrati tra 1886 e 1913, i grandi manifesti pubblicitari Belle Epoque, gli strumenti del ciclo produttivo, dai distillatori alle caldaie in rame, dai mortai alle pese, e ancora le ricostruzioni d'ambiente originali della falegnameria e del laboratorio. In vetrina documenti e pezzi storici: ritratti e medaglieri, fotografie dell' Ottocento, una lettera inedita di D'Annunzio, bottiglie ed etichette. Parentesi importante quella riservata alla Torre Littoria, che oggi non a caso si chiama Torre Branca, al Parco Sempione: capolavoro progettato da Gio Ponti nel 1933, dal 2002 è stata restituita ai milanesi, restaurata e compresa d'ascensore, grazie all'intervento dell'azienda. E il nome Fernet, da dove arriva? Risponde Marco Ponzano, responsabile della raccolta: «La pozione di erbe e spezie si mescolava con arnesi in ferro: quando dal liquido usciva il 'fer net', cioè il ferro pulito, voleva dire che l'alchimia del liquore era riuscita. Siamo quindi nel campo del dialetto milanese». A conferma di un legame tra azienda e città che ora diventa realtà condivisa. COLLEZIONE BRANCA, via Resegone 2, ingr. libero, gruppi max 25 persone, ogni lunedì, mercoledì e venerdì con visite guidate in italiano e inglese, ore 10-15, solo su prenotazione, fax 02.86.97.19.66 o collezionebranca.it