Riapre dopo quasi un anno di restauri palazzo Moriggia In primo piano lepopea delle Cinque Giornate Un filmato multimediale fa rivivere il corteo della incoronazione di Bonaparte Re dItalia, il 26 maggio 1805, dal Palazzo Reale al Duomo Parquet ai pavimenti, nuova illuminazione e sale con colori a tema: rosso per le battaglie, tricolore per Napoleone, nero per la prigione di Pellico "Fate in fretta! Cè posto solo per i primi mille". Parola di Garibaldi che, in un disegno animato collocato proprio davanti allingresso, invita gli spettatori a entrare nellappena rinnovato Museo del Risorgimento, fresco di restauro. È rimasto chiuso quasi un anno, dal 20 luglio 2008, e domani alle 18 riaprirà i battenti per mostrare il suo nuovo look. Il percorso espositivo è stato completamente ripensato, con più spazio alla sezione delle Cinque Giornate e con maggiore centralità alla città di Milano: questa scelta, che strizza locchio al pubblico milanese, manifesta anche la precisa volontà di differenziarsi dagli altri musei risorgimentali italiani. Anche larredamento è radicalmente cambiato: è stato messo il parquet ai pavimenti, le vecchie luci diffuse sono state sostituite con unilluminazione puntuale che fa risaltare i 350 pezzi esposti e ogni sala è tinteggiata con colori adatti al tema presentato. Rosso sangue quando si parla di battaglie, una combinazione di bianco, rosso e blu, a formare la bandiera francese, per la sezione napoleonica, un lugubre ma suggestivo nero per la ricostruzione della prigione di Silvio Pellico. Lallestimento, fresco e accattivante, è costato 120mila euro ed è stato progettato dallarchitetto Massimo Simini e da Roberto Guerri, direttore delle Raccolte Storiche del Comune. Il Museo del Risorgimento ha una lunga storia. Esiste dal 1885 e dal 1951 si trova nellattuale sede, lelegante Palazzo Moriggia di via Borgonuovo (proprio alle spalle della Pinacoteca di Brera), progettato nel 1775 dallarchitetto neoclassico Giuseppe Piermarini, lo stesso che realizzò il Teatro alla Scala. Ma cosa ci si deve aspettare da una visita? Sorprese e curiosità non mancano. Il pubblico è accolto dal primo tricolore italiano, conferito da Napoleone alla "Legione Lombarda dei Cacciatori a Cavallo" nel 1796, un oggetto di grande valore simbolico, che in realtà è un quadrato di seta di poco più di 50 cm per lato, scolorito e stinto, sul quale si legge "eguaglianza o morte". Decisamente più scenografico il prezioso mantello che il Bonaparte indossò per lincoronazione a Re dItalia, il 26 maggio 1805: Napoleone, a mezzogiorno in punto, si recò a piedi dal Palazzo Reale al Duomo, dando vita a una vera propria sfilata, pur senza sapere di trovarsi in quella che sarebbe divenuta, due secoli dopo, la città della moda. Un filmato multimediale, realizzato da Enzo Genesini, permette di rivivere il momento dellincoronazione. Tra i pezzi più bizzarri spiccano il quadro di Andrea Appiani junior raffigurante la Giovane italiana emigrata mentre preme sul cuore i colori nazionali, che sembra uscita da un romanzo di Edmondo De Amicis, e il kit del medico da campo, necessario a curare i soldati dopo le battaglie, che assomiglia di più allarmamentario di un boscaiolo: impressionanti le seghe e le grandi forbici che dovevano servire ad amputare gambe e braccia. Nella sala dedicata alle Cinque Giornate (22-26 marzo 1848), oltre al bozzetto per il celebre monumento di Giuseppe Grandi, campeggia la campana che si trovava in piazza Mercanti e veniva suonata a martello per chiamare i patrioti allarmi. Il Museo possiede anche una ricca collezione di armi e unimportante serie di tele di Gerolamo Induno, molte delle quali dedicate alle battaglie della seconda guerra di indipendenza (1859). Loggetto più singolare è lalbum fotografico in cui compaiono, ciascuno con il proprio ritratto a mezzo busto, i mille che si imbarcarono al seguito di Garibaldi. Le foto furono scattate dal milanese Alessandro Pavia, che avrebbe voluto mettere in commercio lalbum come gadget patriottico, ma a causa dei costi elevati riuscì a stamparne solo tre esemplari.