Contenzioso tra Grifoni e le ditte. E i tempi slittano ancora Stime diverse dei lavori per le varianti. Lultima parola spetta al Provveditorato Ancora ritardi sui lavori dei Nuovi Uffizi. Dopo una lunga, silenziosa ed estenuante trattativa tra Ccc-il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato lappalto per i lavori di raddoppio della Galleria degli Uffizi (per 29 milioni di euro, con un ribasso del 43,78 sui circa 49 milioni di euro di partenza), a questo punto la contesa sul costo di alcune varianti è passata alla valutazione tecnico-economica del Comitato tecnico del Provveditore alle Opere Pubbliche. «E un organo superiore che esprime un parere vincolante. Mi dovrà comunicare se la richiesta dei Ccc è congrua o no, oppure mi suggerirà i termini per un eventuale possibile accordo» spiega Paola Grifoni, soprintendente ai monumenti e direttore dei lavori. Una mossa necessaria e urgente, secondo Grifoni, che rischia di rallentare ulteriormente il cantiere. «Tuttavia mi aspetto una risposta rapida, che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana» precisa la soprintendente, ripercorrendo le complesse tappe della diatriba. Il contenzioso sui costi aggiuntivi dovuti alle varianti è in corso da tempo, ed è dovuto a vari motivi: «Da un lato gli aggiornamenti sono stati imposti dalla necessità di adeguamento del progetto originario alle linee guida 2007 del Ministero dei Beni culturali relative al "rischio sismico" - osserva Grifoni - quindi dal cambiamento di destinazione duso, voluto dal Polo museale, del salone magliabechiano non più adibito a laboratorio di restauro ma a sala espositiva. Infine sono emerse alcune esigenze di salvaguardia di strutture architettoniche scoperte nelle intercapedini tra le volte e i solai del primo piano dellala di ponente della Galleria. Questultima variante è dovuta al fatto che non potevamo distruggere le volte vasariane per far passare gli impianti. Ecco il perché degli adeguamenti. Così, per definirne gli oneri aggiuntivi, è iniziata la difficile trattativa che, vista la disparità di valutazioni, ho deciso di inoltrare al Comitato tecnico del Provveditorato alle Opere pubbliche». In attesa delle risposta, una delle ipotesi sul piatto, nel caso venga bocciata la richiesta di maggiorazione delle imprese, queste potrebbero chiedere la rescissione del contratto. «Potrebbe accadere, non lo escludo, anche se spero che si arrivi da un accordo, per non rinviare ancora i lavori, già in ritardo di almeno nove mesi» aggiunge Grifoni. Per ora i lavori dei Nuovi Uffizi proseguono sul primo lotto. Ma se il termine previsto per il raddoppio degli spazi della Galleria era fissato per il 2011, a questo punto slitta almeno al 2012. Inoltre ora entra in ballo lincognita del «parere vincolante» del Provveditorato, sperando che possa scogliere il contenzioso che blocca lassegnazione dei lavori per il secondo lotto dei Nuovi Uffizi.
Nuovi Uffizi, il prezzo non torna
La contesa tra il raggruppamento di imprese Ccc e il Comitato tecnico del Provveditorato alle Opere Pubbliche riguarda il costo di alcune varianti dei lavori per il raddoppio della Galleria degli Uffizi. La Ccc ha richiesto una maggiorazione dei costi, che è stata inviata al Comitato tecnico per una valutazione tecnico-economica. Il Provveditorato ha espresso un parere vincolante, che potrebbe influenzare la risposta della Ccc. La contesa potrebbe rallentare ulteriormente i lavori, che già sono in ritardo di almeno nove mesi. Il raggruppamento di imprese Ccc ha richiesto una risposta rapida, che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana.
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