L'opera appena restaurata è di fatto ancora incompleta La Lista Tosi: «Sono al Louvre e a Tours» E invitano il sindaco a contattare i francesi Non hanno intenzione di dichiarare guerra alla Francia, assicurano, né di sollevare polemiche con Parigi sullo scivoloso crinale della storia. Ma invitano il sindaco Tosi a darsi da fare affinché «Verona torni in possesso degli altri tre dipinti del Mantegna che componevano la Pala di San Zeno». A lanciare l'iniziativa è la Lista Tosi, tramite un ordine del giorno nel quale si chiede al sindaco di attivarsi con il ministero dei Beni culturali, Bondi, con il museo del Louvre e con il museo di Tours per «recuperare» i dipinti perduti: la Crocifissione, la Preghiera nell'orto e la Resurrezione, che si trovavano nella predella della Pala. «Il recente restauro», sottolineano Andrea Miglioranzi, Alberto Zelger, Antonia Pavesi, Francesco Spangaro, Gianluca Fantoni e Monica Lavarini, «ha restituito a Verona in tutta la sua bellezza il capolavoro del Mantegna, ma la mancanza dei dipinti originali della predella impedisce di ammirare l'opera nella sua completezza». E secondo i consiglieri comunali, «il fatto che nella struttura rinascimentale siano stati inseriti tre dipinti ottocenteschi di Paolino Caliari trasforma la Pala in un falso storico». Per tornare in possesso delle opere, la Lista Tosi, di cui fa parte anche l'assessore alla cultura Erminia Perbellini, ventila l'ipotesi di uno «scambio con altre opere di pari valore artistico». Nel 1798 l'intero gruppo pittorico fu sottratto dalle truppe napoleoniche e trasferito al museo del Louvre, nel 1806 due dipinti della predella, la Preghiera nell'orto e la Resurrezione, furono ceduti dal Louvre al museo di Tours in cambio di altre due opere del Mantegna. In seguito, il trittico centrale della Pala venne restituita alla basilica di San Zeno, mentre i tre dipinti della predella rimasero in Francia. «Dal 23 marzo fino al prossimo 15 giugno il museo di Tours espone, come evento della primavera 2009, la ricostituita predella di San Zeno con la «Crocifissione» prestata dal Louvre», osserva Antonia Pavesi, «ma non sarebbe più giusto che la predella fosse ricostituita nella nostra basilica?». Per il capogruppo Miglioranzi «l'operazione si deve inserire nei rapporti di collaborazione in corso tra il Comune di Verona e il Louvre grazie anche ai buoni rapporti con il ministro Bondi». Spangaro, infine, auspica una conferenza internazionale di storici in Gran Guardia «per rivisitare il periodo delle campagne napoleoniche che, insieme agli ideali di libertà, fratellanza e uguaglianza della Rivoluzione francese, portarono distruzioni e saccheggi di opere d'arte».