Soldi, soldi, soldi. I veneziani, si sa, sono mercanti. Da sempre. E chi arriva a Venezia lo sa. La richiesta è quella: soldi. Così, sceso dal motoscafo che l'aveva portato dalla Ca' d'Oro a Ca' Pesaro, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi è stato letteralmente rapito dal sindaco Cacciari che gli ha ricordato gli impegni del governo sulla legge speciale: «Sono venti milioni di euro Sandro, inventati qualcosa perché qui non ce la facciamo». Il ministro promette, si ingegnerà. Prima del sindaco era stato Luigino Rossi, vicepresidente della Fenice, nel meraviglioso cortile della Ca' d'Oro, ad assaltare il ministro: «Ministro, sono il vicepresidente della Fenice. Sto sempre aspettando i soldi». Pronta la replica di Bondi: «Aspetto anche io i fondi, ma anche la riforma degli enti lirici». Altra tappa, altri soldi: tutto a posto per il nuovo palazzo del cinema (e dei congressi) del Lido? «Il programma va avanti secondo quanto stabilito ha assicurato Bondi i fondi dello Stato ci sono. Andiamo avanti, soprattutto dopo la nomina del commissario». Difficile, insomma, elevare la discussione. Ma tant'è. Visitando Ca' Pesaro il sindaco non ha perso l'occasione di spiegare al ministro che tutte le iniziative dei musei si finanziano con i proventi di Palazzo Ducale. Come dire: arrivasse qualcosa sarebbe gradita. Finisce che in questa ridda di richieste, Bondi ne fa una pure lui: «o discusso col ministro della cultura russo che mi chiedeva una sede per l'istituto di cultura. Mi sono detto disponibile a concedere una sede demaniale. Ne ho parlato con Cacciari: mi piacerebbe fosse Venezia».