Una ragazza dai capelli rossi ha addirittura interrotto la telefonata per fare una foto con il suo cellulare. Quasi nessuno ha rinunciato ad almeno un immagine dei due barconi carichi di pirati che ieri al ritmo di musica elettronica hanno dato l'arrembaggio a Punta della Dogana per sventolare una quindicina di bandiere nere con il teschio. Vessilli che per i circa 50 attivisti del laboratorio sociale Sale rappresentano la condizione precaria dei guardiasala, degli interpreti e degli stagisti che permettono di contenere i costi di gestione dell'offerta culturale dalla Biennale ai Musei Civici. «Sfruttati sui quali si regge l'intera fabbrica di cultura veneziana, che fanno corsi di formazione non pagati e che non hanno futuro». La manifestazione piratesca è sbarcata prima alla Biennale destando la curiosità del pubblico e poi il palazzo Ducale suscitando il nervosismo degli agenti di sicurezza. Arrivata a Punta della Dogana per si è trasformata in un assalto in piena re - gola. Mentre nel caso della Biennale la polizia si è limitata a seguire il corteo, guidato da un attivista del Sale celato dietro una coloratissima maschera da lottatore di wrestling, per controllare che non danneggiassero le opere, gli uomini della sicurezza di Pinault hanno inizialmente opposto resistenza allo sbarco e sono stati spinti via insieme alle transenne una delle quali è arrivata dritta sul naso di una guardia giurata finita in pronto soccorso per accertamenti. «Ci spiace se qualcuno si è fatto male hanno detto i pirati al direttore di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana Monique Veaute intervenuta a placare gli animi diciamo che questo è stato un taglio del nastro un po' consistente». Dal pontile di Punta della Dogana i pirati hanno continuato a distribuire parte dei duemila volantini stampati. «Give me back my money day», ridatemi il mio salario, è stato lo slogan scandito all'interno del padiglione Italia della Biennale e all'interno di palazzo Ducale «dove la Fondazione Musei Civici che ha appaltato a diverse cooperative ha detto il portavoce del Sale ha deciso di ridurre gli stipendi per far fronte alla diminuzione di turisti». Anche qui è intervenuta la direttrice tecnica dei Musei per evitare lo scontro con le guardie giurate. Ma la situazione dei lavoratori dei Musei Civici non è tesa solo per quanto riguarda i precari che ieri hanno manifestato assieme ai «pirati». «Tutt'altro, dice Andrea Bagnoli della Filcams Cgil, è stato emesso il bando di gara per il rinnovo degli appalti dei servizi senza che il sindacato ne fosse informato e dopo cinque richieste di incontro cadute nel vuoto. La prossima settimana prosegue faremo un'assemblea e con ogni probabilità proclameremo alcune giornate di sciopero». Ai sindacati non è stato infatti illustrato nessun aspetto del capitolato e la cosa, dicono i rappresentati dei lavoratori, potrebbe nascondere una gara al massimo ribasso che danneggerebbe molto tutti.