"La ristrutturazione del ministero dei Beni culturali è alla base dei disagi che le strutture degli Archivi di Stato stanno subendo negli ultimi anni. Basti pensare che negli ultimi due anni si sono avvicendati cinque direttori regionali per i beni culturali". A parlare è Imma Ascione, direttrice dell'Archivio di Stato di Salerno e, da circa una settimana, direttrice ad interim dell'archivio di Stato di Napoli. Con tutta probabilità sarà lei a succedere a Maria Rosaria Divitiis alla direzione del prestigioso ufficio di piazza del Grande Archivio. "Ho intenzione di ridare all'archivio il lustro che aveva prima del terremoto del 1980. La struttura riportò notevoli danni in seguito al sisma, che sono ancora ben visibili. Per mettere a nuovo l'intero complesso occorrono 80 milioni di euro, ma credo che gradatamente si potranno raggiungere buoni risultati. Anzitutto interverremo per migliorare la conservazione dei documenti, molti dei quali sono sprovvisti delle buste protettive. Poi sarà la volta degli interventi strutturali, per i quali ho già fatto una richiesta di valutazione. Molte sale sono umide; l'acqua, dopo il fuoco, può essere considerato il principale pericolo per i documenti. Infine occorre avviare il processo di dematerializzazione degli atti prodotti dagli uffici periferici dello Stato, come le Prefetture, altrimenti non si verrà mai a capo dell'atavica mancanza di aree di stivaggio per il patrimonio documentario dello Stato».
Napoli Archivio. La nuova direttrice: L'umidità minaccia i documenti
Imma Ascione, direttrice dell'Archivio di Stato di Salerno, è stata nominata direttrice ad interim dell'Archivio di Stato di Napoli. Ascione ha affermato di voler ridare all'archivio il lustro che aveva prima del terremoto del 1980. L'archivio ha subito danni significativi a causa del terremoto e richiede 80 milioni di euro per la sua ristrutturazione. Ascione ha promesso di migliorare la conservazione dei documenti e di interventi strutturali per affrontare i problemi di umidità e di spazio di stivaggio. Inoltre, ha promesso di avviare il processo di dematerializzazione degli atti prodotti dagli uffici periferici dello Stato.
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