Mentre tra meno di un mese la provincia autonoma di Trento inizierà a consegnare a Stiffe, frazione de L'Aquila, le prime case di legno donate agli sfollati, il piano Case di Bertolaso è iniziato di fatto ieri. Alle sette di sera negli uffici della protezione civile della caserma di Coppito, i funzionari più fidati hanno aperto le buste con le offerte per la realizzazione dei 20 villaggi di case prefabbricate di cemento. Un bando di gara per poco più di 500 milioni di euro, quasi l'intero budget assegnato dal decreto Abruzzo alla realizzazione delle case in teoria provvisorie. Lotti minimi di 11 milioni di euro, realizzazione entro la fine dell'anno, il maggior punteggio per chi offre di meno: criteri da vera emergenza e segreto assoluto sui nomi dei partecipanti. In attesa di conoscere i nomi delle aziende selezionate, scorrendo il capitolato dell'unico vero appalto del dopo terremoto, si scoprono nuovi dettagli sui venti villaggi. Saranno composti da 150 gruppi abitativi, alti al massimo 3 piani, che ospiteranno 80 persone ciascuno (ma nel bando si indica la quantità minima di 70). Ovvero 12 mila abitanti, meno della metà degli attuali sfollati e meno di quanto promesso da Bertolaso e Berlusconi. Le case saranno realizzate su piastre antisismiche progettate dal centro Euro centre della protezione civile e la loro realizzazione «è libera». Le aziende che si aggiudicheranno l'appalto avranno carta bianca - entro certi parametri minimi - per utilizzare i materiali che riterranno più convenienti. Dominerà, in ogni caso, il cemento prefabbricato e quei materiali veloci e leggeri che permettono l'abbattimento dei costi e la rapidità nella realizzazione. I tempi nel capitolato sono finalmente chiari. La dead-line per il completamente degli alloggi è prevista per metà dicembre, se tutte le imprese rispetteranno i tempi di progettazione preliminare. Qualche case potrà essere forse consegnata prima - ad uso e consumo delle inaugurazioni - ma il cronogramma allegato al capitolato dell'appalto indica nero su bianco la fine di quest'anno come obiettivo per la realizzazione dei villaggi. Una data che potrà essere rispettata se le trenta piastre di fondamenta previste saranno pronte entro la prima metà di luglio. Nel 2009, in ogni caso, non verranno realizzate le «opere comuni», come le scuole o i centri anziani, rinviate al prossimo anno con la seconda tranche di stanziamento. Nel bando della protezione civile viene confermata la scelta di autorizzare l'affidamento in subappalto del 50 dei lavori, derogando alla norma sui contratti pubblici che prevedono un tetto massimo del 30. I controlli contro la possibile infiltrazione mafiosa sono quelli standard previsti in questo tipo di lavori: certificazione antimafia, dati completi sugli assetti aziendali e personale riconoscibile sui cantieri, oltre alle misure già indicate nel decreto Abruzzo. Un'eccezione viene però fatta per i subappaltatori: la certificazione antimafia potrà essere fornita anche con una «autocertificazione equipollente».