Concludere il passaggio della Fortezza agli Enti locali, rivedere i progetti della tramvia e soprattutto il sottoattraversamento di Firenze, perchè «lo sbrano della città è una follia» e fare la legge speciale. Raffaello Napolene, amministratore delegato di Pitti Immagine, traccia così le priorità per il sistema fieristico della moda fiorentino. L'occasione è stata data dall'insediamento di Alberto Pecci alla presidenza del Centro di Firenze per la moda italiana, il posto fino a pochi mesi fa occupato dallo scomparso Alfredo Canessa. Pecci, presidente dell'omonimo Gruppo industriale (impegnato in varie attività, dal tessile, all'accoglienza alla tecnologia laser), va ad occupare un ruolo strategico, dato che il Centro controlla Pitti (85), la Stazione Leopolda, ma ha anche partecipazioni nel Polimoda e nell'Ente moda Italia. Pecci ha ringraziato i soci per la fiducia, rilevando come «nel cambiamento radicale degli scenari globali della moda, la continuità di azione del Centro ha rappresentato un riferimento sicuro, che ha contribuito alla crescita della sua autorevolezza presso la fashion community internazionale ». Un'azione da continuare su tre filoni: «I rapporti istituzionali con il sistema moda nazionale e con il territorio, la politica di coordinamento strategico e di promozione delle attività fieristiche, il lavoro di iniziativa e di promozione sulla cultura della moda italiana e internazionale». A entrare nel concreto delle priorità è stato Napoleone, che dice subito sì alla legge speciale per Firenze, rilanciata da Silvio Berlusconi: «Mi pare che questo impegno sia molto importante e perseguibile, Firenze ha tutte le caratteristiche per beneficiare di una legge speciale». La priorità maggiore, però, per il sistema fieristico è la valorizzazione della Fortezza (per cui nel 2008 il Centro ha speso 2,6 mln) e lo sblocco del passaggio della proprietà agli enti locali. «La Fortezza ha detto deve essere riordinata e ristrutturata. Se ne parla da 20 anni, ci sono dei progetti, un masterplan, resta il nodo della permuta dal demanio agli enti locali. Abbiamo perso una scadenza, nel febbraio 2008; ci auguriamo che diventi uno dei punti caratterizzanti delle prossime amministrazioni, comunale e, fra un anno, regionale». Per quanto riguarda le infrastrutture, sulla tramvia Napoleone rileva che «alcuni passaggi da Statuto al Duomo possono essere riconsiderati», ma l'affondo più duro è sul sottoattraversamento di Firenze per l'Alta velocità. «Ci preoccupa molto: a livello personale sono favorevole alla Tav e contrario al progetto esistente, al passaggio che è stato scelto e che mi auguro possa essere modificato. In più, l'impatto dell'Alta Velocità sarà molto pesante anche sulla Fortezza da Basso, perché una delle curve per arrivare alla nuova stazione è proprio sotto uno dei bastioni della Fortezza, dove tra l'altro è prevista una cantierizzazione importante che inficierebbe la possibilità di continuare la nostra attività. Pertanto chiediamo fermamente che venga ripensato. Lo sbrano della città è una follia». Nell'occasione è stato presentato anche il bilancio del Centro, il migliore della sua storia: il valore della produzione ha raggiunto i 35,2 milioni, 1,2 milioni in più rispetto al 2007. Di questi 29,6 milioni derivano dall'affitto di spazi espositivi e i restanti 5,6 milioni provengono da altri contributi e proventi. «Per il 2009 ha detto Napoleone l'esercizio dei primi sei mesi dovrebbe rispettare quello del 2008».
FIRENZE - Fortezza, svolta subito Sì alla Tav, no al tunnel
Il presidente del Centro di Firenze per la moda italiana, Alberto Pecci, ha ringraziato i soci per la fiducia e ha rilevato la continuità di azione del Centro nella crescita della sua autorevolezza presso la fashion community internazionale. Pecci ha indicato tre filoni di azione: rapporti istituzionali con il sistema moda nazionale e con il territorio, politica di coordinamento strategico e di promozione delle attività fieristiche, e lavoro di iniziativa e di promozione sulla cultura della moda italiana e internazionale. Il sistema fieristico ha anche indicato la priorità maggiore di valorizzare la Fortezza e lo sblocco del passaggio della proprietà agli enti locali.
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