«Mancano due milioni di euro ». L'ombra della crisi si allunga anche sul Museo della scienza e della tecnologia. È il presidente Michele Perini a lanciare l'appello al Comune: «Senza quei fondi il Leonardo da Vinci non è in sicurezza totale». E poi ci sono i ritardi per i finanziamenti: «I contributi del ministero non sono mai puntuali. Dobbiamo fare i conti con bilanci provvisori ». L'occasione per lanciare il grido d'allarme è stata l'inaugurazione di Ecsite 2009, la conferenza annuale dell'associazione che riunisce i principali musei scientifici tecnologici e science center del mondo. E per la prima volta è stata organizzata a Milano, «con l'aiuto e il contributo di tutte le istituzioni». Mille delegati provenienti da 49 Paesi. «Abbiamo fatto da apripista per l'Expo», spiega il direttore del museo milanese Fiorenzo Galli. Nella prima delle tre giornate, sono intervenuti, tra gli altri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini («formare un rete europea anche per quel che riguarda la formazione scolastica»), il presidente della Regione Roberto Formigoni («questa manifestazione è un punto di riferimento nello scenario internazionale degli eventi museali») e Janez Potocnik, commissario europeo per la Scienza e la ricerca. Convergenze di intenti e obiettivi comuni tra le istituzioni europee. Una sinergia che invece manca, come segnala Perini, quando si tratta di bilanci economici. «Le nostre spese sorpassano gli 11 milioni tra personale e gestione del museo. I visitatori, 400mila all'anno, portano un milione e mezzo di euro. Altri due e mezzo arrivano dai finanziamenti del ministero. Il resto è il contributo di privati». Gli altri musei non hanno di questi problemi, anzi «possono permettersi strumenti che noi ci sogniamo». Ma per adesso la priorità è mettere in sicurezza il museo.