MILANO «Ci sono adeguate soluzioni per integrare bene, già oggi, nell'ambiente le nuove tecnologie energetiche alternative come l'eolico e il solare. Non è più necessario aspettare». E quali sono? Chiediamo a Luigi Paganetto, presidente dell'Enea. «Per l'eolico, cioè l'energia ricavabile dal vento, dal momento che si è già raggiunta l'installazione del 70 per cento del previsto ora è preferibile insediare i generatori fuori costa, cioè in mare, che sono naturalmente lontani dai centri abitati. In particolare nel mare Adriatico dove il pescaggio del fondale lo consente anche a distanza considerevole dalle spiagge. Solo così si risolve il problema paesaggistico». E per il solare? «Premesso che la sua installazione sugli edifici è una via necessaria, bisogna adottare tecnologie che si integrino nella costruzione senza creare alterazioni ambientali. Abbiamo creato all'Enea un gruppo di ricerca formato da architetti impegnati a studiare tali aspetti». E le tecnologie solari di questo tipo già ci sono? «Basta ricorrere ai film sottili di celle fotovoltaiche spessi uno o due millimetri e che già si producono. In tal modo si possono facilmente integrare nelle strutture edilizie senza difficoltà». Ma nella pratica, come si può procedere per facilitare la diffusione? «Dovrebbero innanzitutto essere elaborate delle linee guida a livello nazionale in modo da stabilire un riferimento preciso. Noi abbiamo condotto, ad esempio, uno studio riguardante 35 mila edifici pubblici sui quali si potevano applicare simili tecnologie solari facendo risparmiare energia e anche ripagandosi attraverso il risparmio gli investimenti necessari». presidente dell'Enea