Le associazioni ambientaliste attaccano il piano casa di Roberto Formigoni e dellassessore regionale al Territorio leghista Davide Boni appena varato dal Pirellone. «È inadeguato e rischia di rappresentare lennesimo condono mascherato e una minaccia per il territorio, lambiente, la tutela del paesaggio e dei beni architettonici - spiegano in una nota congiunta Fai, Italia Nostra e Wwf - Per questo continueremo a seguire liter legislativo». La legge approvata mercoledì dalla giunta, infatti, dovrà essere ora approvata dalla commissione Territorio e successivamente dal consiglio regionale. Agli ambientalisti, in particolare, non piace la parte del provvedimento che consente il recupero di parti inutilizzate di edifici ultimati al 31 marzo 2005, «anche in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici vigenti». Le nuove procedure, a loro dire, «potrebbero determinare un ulteriore danno ambientale, architettonico e un nuovo consumo di suolo». Ma non basta. Non convince lofferta di «consumo di suolo in cambio della diminuzione di Co2». E nemmeno la possibilità di sostituire singoli edifici residenziali esistenti nei centri storici perché ritenuti «non coerenti con le caratteristiche storiche». Laltro timore è che si crei una ulteriore confusione tra la prevalenza del Piano territoriale di coordinamento, meglio noto come Pct dei parchi e in genere degli strumenti di tutela delle aree e dei beni culturali e ambientali protetti. A difendere il piano, ci pensa lassessore regionale alla Casa Mario Scotti: «In linea con limpianto del progetto di legge - precisa - anche nei quartieri di edilizia pubblica potranno essere effettuati interventi di ampliamento e di ricostruzione che rappresentano una grande opportunità per svecchiare il patrimonio esistente, mettendolo contemporaneamente a norma. I nuovi edifici saranno destinati anzitutto ai residenti, ma anche a giovani coppie e a famiglie in difficoltà a causa della crisi economica, così da garantire quel mix abitativo necessario per rivitalizzare parti delle nostre città». Anche lopposizione con Giuseppe Adamoli del Pd torna a dire la sua: «Il piano non è in deroga al Piano territoriale regionale, che ancora non cè, ma alla legge urbanistica regionale. Si interviene su una normativa delicatissima e occorre siano date garanzie che le deroghe siano solo per diciotto mesi e non segnino in modo negativo né il Piano territoriale regionale, che sta tardando oltremisura, né i Piani di governo del territorio comunali».