CALCI. «La Rocca della Verruca è un luogo di interesse storico-culturale». Questa affermazione, che sembrerebbe ovvia per tutti coloro che in questi anni si sono prodigati per il recupero dell'intera area, ha avuto l'importante conferma dalla Sovrintendenza regionale del ministero dei beni culturali che ne ha quindi ribadito il vincolo. Decade quindi la definizione di "luogo pietroso adibito a pascolo" che in tutti questi anni aveva frenato se non addirittura bloccato ogni progetto di recupero. Piena la soddisfazione dell'associazione per la Rocca della Verruca che non ha mai perduto la speranza di vedere salvata dal degrado sia l'abbazia di San Michele che i resti del castello. Spiega il suo presidente Giuliano Bandecchi: «Il vincolo è stato notificato ai due Comuni di Calci e Vicopisano ed alla proprietà direttamente dal ministero. Di questo senza modestia vogliamo prenderci i giusti meriti. Da due anni infatti l'associazione si era fortemente impegnata per far conoscere in tutte le sedi competenti la possibilità di conservazione e attrazione turistica del fortilizio». Questo nuovo passaggio apre quindi scenari interessanti. Ancora il presidente dell'associazione: «A questo punto a conclusione dei termini temporali di legge potrà essere presentato il progetto dettagliato per il recupero. Progetto che prevede sia la parte tecnica del restauro conservativo che il programma economico-amministrativo e di gestione dei beni recuperati. Va sottolineato - dice ancora Bandecchi - che lo stato di conservazione della rocca si è ancor più aggravato anche a causa di atti vandalici». L'associazione guarda anche avanti, oltre il restauro. «Facciamo un appello - sottolinea il presidente - a tutti coloro che nei comuni limitrofi condividono il progetto di recupero della Verruca ed il suo inserimento in un circuito virtuoso di trekking culturale e storico anche della vicina abbazia di San Michele. Per questo - conclude - siamo pronti ad aprire le porte a tutti coloro che hanno a cuore questa area. Alla fine non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo il recupero di un importante pezzo di storia del nostro territorio». L'auspicio dell'associazione è che dal ministero arrivi anche un riconoscimento ufficiale per permettere di ricoprire un ruolo importante nelle fasi del recupero. La Verruca, nonostante il suo totale abbandono, continua ad essere una meta molto apprezzata soprattutto da chi ama fare trekking in un'area naturalistica e ricca di storia. Purtroppo l'abbandono fatto sì che la vegetazione spontanea abbia completamente invaso i resti della rocca rendendoli ormai invisibili. I lavori urgenti riguarderebbero quindi le strutture ancora in piedi seppur pericolanti. Nel progetto è prevista la messa in sicurezza delle parti murarie, la ripulitura dalla terra delle bocche da fuoco per permettere la visita. La prima menzione storica della Verruca si ha in un documento del 996, quando l'Imperatore Ottone III conferma a Majone, abate di San Salvatore Sesto, tutti quei beni che l'abbazia possedeva precedentemente, tra i quali è citata anche la Verruca e l'abbazia di San Michele.
PISA - Ufficiale: la rocca della Verruca è d'interesse storico-culturale
La Rocca della Verruca, un luogo storico-culturale, ha avuto conferma del suo vincolo da parte della Sovrintendenza regionale del ministero dei beni culturali. Ciò significa che il luogo non può essere utilizzato come pascolo e può essere oggetto di recupero. L'associazione per la Rocca della Verruca, che si è impegnata per anni per far conoscere la possibilità di conservazione e attrazione turistica del fortilizio, è soddisfatta della decisione. Il progetto di recupero prevede il restauro conservativo, il programma economico-amministrativo e la gestione dei beni recuperati. L'associazione chiede anche che il ministero riconosca ufficialmente il ruolo dell'associazione nel recupero.
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