Unoperazione da quasi sette miliardi di euro. La versione lombarda del piano-casa del governo varata ieri dalla giunta di Roberto Formigoni e dallassessore regionale allUrbanistica leghista Davide Boni è diventato un «piano per il rilancio edilizio» che conta di stimolare investimenti tra i 5,8 e i 6,5 miliardi di euro, nellarco dei prossimi 18 mesi. Tanto durerà la deroga alle normali norme urbanistiche che consentirà di poter ampliare del 20 per cento villette mono o bifamiliari, o demolire e ricostruire palazzi più alti del 30 per cento anche allinterno dei centri storici, e perfino dentro i parchi anche se in misura ridotta di un terzo. Il tutto, si legge nella delibera approvata allunanimità dalla giunta del Pirellone nonostante le riserve del capogruppo della Lega in Regione Stefano Galli, «subordinato al parere delle commissioni regionali che sarà vincolante se reso in senso in senso negativo», ma decadrà per silenzio assenso «per effetto dellinutile decorso del termine di sessanta giorni previsto dalla norma». La ricaduta sullindotto occupazionale dei nuovi interventi, sempre secondo la Regione, è valutabile in 30mila addetti per i due anni di applicazione della legge. Il risparmio energetico potrebbe arrivare a 44 milioni di euro annui. Roberto Formigoni non vuol sentire parlare di pericolo di colate di cemento. «Ma quale speculazione - commenta - Al massimo servirà per alloggiare qualche vedova in casa di un figlio o per allargare la cameretta di un figlio diventato grande. È una legge che sarà accolta da ampi sorrisi soprattutto da parte di chi apprezzerà gli interventi». E di fatti lUnione artigiani definisce il piano «un concreto segnale di speranza per le migliaia di imprese del settore edilizio». Sulle riserve del suo capogruppo in consiglio regionale, la risposta dellassessore leghista Boni è sibillina: «Fa caldo - dice - Cè la campagna elettorale, ma comunque io penso e parlo solo come Bossi. Il piano ha lapprovazione dei vertici del partito. È una legge eccezionale che in tempi normali non avrei mai voluto adottare. Spero sia approvata entro il mese». Ora la parola infatti passerà prima alla commissione Territorio e poi allaula. Preoccupata la reazione dellopposizione di centrosinistra. «Niente deroghe per i parchi e i centri storici - chiariscono Franco Mirabelli e Giuseppe Adamoli del Pd - Se invece la giunta portasse in aula un piano analogo a quello della Toscana siamo pronti a votarlo». Durissimo il verde Carlo Monguzzi: «È un regalo di Formigoni a Bossi. Il piano è comunque distante anni luce dallesigenza sacrosanta di tenere insieme sviluppo e tutela del territorio, e continua a prevedere ampliamenti anche nei centri storici. È purtroppo scontato che gli effetti di tale piano sfuggiranno alla Regione aprendo le porte a un riempimento del poco territorio ancora rimasto libero in Lombardia». Dello stesso avviso Luciano Muhlbauer di Rifondazione: «Lunica cosa certa è che ci sarà una ulteriore deregulation urbanistica». Anche Marco Cipriano di Sinistra democratica raccomanda: «Si rilanci il settore senza compromettere il territorio». Lassessore comunale alla Casa Gianni Verga, invece, è soddisfatto: «Ora ledilizia pubblica potrà rinnovarsi».