Non più cemento ma case più belle. Via il brutto dai centri storici. A chi vive nelle villette o in case monofamiliari la possibilità di avere una stanzetta in più. E, poi, via alla demolizione dei capannoni industriali se si decide di ricostruirli secondo canoni ecologici (risparmio energetico e immersi nel verde). La giunta regionale approva il piano di rilancio dell'edilizia: piano straordinario, della durata di 18 mesi, che «sarà volano per 30 mila posti di lavoro nella piccola e media impresa e porterà a risparmi energetici pari a 44 milioni di euro l'anno», spiegano ad una voce il governatore Roberto Formigoni e l'assessore al Territorio, Davide Boni. Che ha aggiunto: «E' una legge eccezionale per un momento economico eccezionale», precisando che non sarà intaccato nuovo territorio con il cemento, che saranno salvi i parchi e il verde. Niente a che vedere con gli strumenti delle Dia e delle Super-Dia, che procedono a colpi di silenzi-assensi. «Qui serve l'autorizzazione della commissione paesaggistica regionale. Stiamo parlando di piccoli interventi non di nuovi edifici», aggiunge Formigoni. Il piano, che dovrebbe essere discusso dal Consiglio regionale entro giugno, si stima possa muovere investimenti tra 5,8 e 6,5 miliardi di euro. E prevede ('riutilizzo di volumetrie') il recupero a fini residenziali delle parti inutilizzate degli edifici terminati entro il 31 marzo 2005. Circa 350 mila i vani inutilizzati, secondo stime; l'ampliamento (fino al 20) delle abitazioni mono-bifamiliari con volumetria non superiore a 1000 metri cubi, circa 120 mila nella regione; la demolizione e ricostruzione con incremento del 30 di edifici, al di fuori delle aree storiche, e dei singoli edifici che sorgono in un centro storico ma non ne rispettano le caratteristiche storiche, architettoniche e paesaggistiche. Che tradotto in cifre è pari a 1 milione e 400mila edifici e quasi 5 milioni di abitazioni. Critico Marco Cipriano, di Sinistra democratica: «Servono garanzie per il controllo, sarebbe auspicabile che questi interventi potessero usufruire di benefici fiscali con deduzioni, per poter vigilare sulle opere autorizzate». Il Pd si dice pronto a discutere del piano: «Purché non vi siano norme che mettano a rischio parchi e centri storici», spiega Franco Mirabelli. Soddisfatta l'Unione Artigiani: «Un segnale di speranza per migliaia di imprese del settore edilizio, dove tra Milano e provincia sono a rischio almeno 8mila addetti». Così l'assessore alla Casa del Comune di Milano, Gianni Verga. Perché il pacchetto prevede incrementi volumetri importanti (40) per la ristrutturazione delle case popolari. «Il Comune è pronto. I nostri progetti consentiranno di rinnovare i quartieri di edilizia popolare rendendoli polifunzionali e pluriclasse, inserendo spazi per attività produttive, commerciali e servizi, oltre che per favorire l'insediamento e l'integrazioni tra classi sociali diverse». Tutelati, infine, i centri storici, perché ogni comune ha la possibilità di individuare zone del proprio territorio (entro metà settembre) in cui la nuova legge non potrà essere applicata.
LOMBARDIA - Piano casa, interventi su alloggi e industrie Investimenti per 6,5 miliardi di euro
La giunta regionale ha approvato un piano straordinario per il rilancio dell'edilizia, che prevede la demolizione e ricostruzione di edifici in aree non storiche e la ristrutturazione di case popolari. Il piano prevede investimenti di 5,8-6,5 miliardi di euro e potrebbe portare a 44 milioni di risparmi energetici all'anno. La legge eccezionale non intaccherà nuovi territori con cemento e salverà i parchi e il verde. Il piano prevede anche il recupero a fini residenziali delle parti inutilizzate degli edifici terminati entro il 31 marzo 2005, con circa 350 mila vani inutilizzati.
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