ROMA «Semplificare. Semplificare. Ancora semplificare»: Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili, non è sorpreso dalla fotografia che emerge dal Rapporto intermedio di Italiadecide. «Purtroppo, lo ripetiamo da tempo, il settore delle infrastrutture e delle costruzioni è fra i più penalizzati dalla burocrazia, dalla cattiva burocrazia direi. E dall'eccesso di norme». Italiadecide parla di 16 miliardi di risorse private intrappolate nella burocrazia. Le torna il conto? «I dati esatti non li conosco, ma la stima mi sembra più che realistica». Andiamo con ordine. Dove sono localizzati questi progetti infrastrutturali bloccati? «Purtroppo è un fenomeno diffuso in tutto il Paese, e non solo al Sud come molti potrebbero pensare. E' diffuso in tutto il Paese proprio perché dipende in prima istanza dal sistema giuridico che regolamenta il settore a livello nazionale». Quali sono le cause principali? «Prima di tutto c'è un eccesso di norme che rende difficile muoversi. E poi le procedure sono complicate, contorte, farraginose». Un esempio? «Le soprintendenze. Per carità non voglio mettere in dubbio il ruolo e l'importanza del lavoro che fanno. Ma spesso esprimono pareri quando ormai l'iter è avviato, a volte quasi concluso, mandando in fumo anni di lavoro. E tantissime risorse già impegnate nella progettazione. Ma potrei fare tantissimi esempi». Ce ne faccia qualche altro, di esempio, per capire meglio il problema... «Penso alla Valutazione di impatto ambientale. Anche in questo caso si tratta in sé di uno strumento importante che dovrebbe garantire da molti punti di vista la qualità delle infrastrutture. Ma spesso la Valutazione si basa su aspetti prettamente formali e non prende in considerazione quelli sostanziali. Un cavillo formale viene usato da chi ha interesse a bloccare un'opera che magari è importante per il territorio e non danneggia l'ambiente». Però nelle maglie della burocrazia c'è anche chi fa i soldi. Secondo il Rapporto di Italiadecide le varianti di progetto sono talvolta usate dalle imprese come strumento di illecito arricchimento... «È una situazione determinata da due fattori. Primo, dalla sbagliata impostazione delle gare, che alla fine permette ai furbi di approfittarne. E poi dall'inadeguatezza dei controlli». Le imprese sono vittime o carnefici? «La maggior parte delle imprese pagano le inefficienze della burocrazia. Ma come in tutti i settori, c'è chi ne trae profitto». Italiadecide suggerisce, fra le soluzioni, l'istituzione di un «soggetto facilitatore» al servizio delle imprese... «Oddio no, mi sembra una cosa sovietica». Che cosa intende? «Bisogna semplificare, a tutti i livelli. Rendere le procedure più snelle. Più veloci». E il «soggetto facilitatore» dovrebbe proprio aiutare le imprese a muoversi nella giungla normativa... «A me dà tanto l'idea di un altro ente che si aggiunge a una catena lunghissima di enti, finendo per complicare ulteriormente la situazione». E allora? «Meno leggi e norme più semplici. E tempi prestabiliti per chi deve concedere autorizzazioni o rilasciare permessi. Solo così si aiutano davvero le imprese, che hanno bisogno di certezze. Come puoi programmare un investimento importante quando non sai se le autorizzazioni ci metteranno uno, due o sette anni ad arrivare?». presidente dell'Ance
Quei no fuori tempo delle soprintendenze
Il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, ha risposto al Rapporto intermedio di Italiadecide, che ha evidenziato il problema della burocrazia e delle norme eccessive nel settore delle infrastrutture e delle costruzioni. Buzzetti sostiene che il problema è diffuso in tutto il Paese e non solo al Sud, e che le cause principali sono l'eccesso di norme e le procedure complicate. Ha menzionato come esempi la Valutazione di impatto ambientale e le soprintendenze, che spesso esprimono pareri in modo inappropriato. Secondo Buzzetti, le imprese sono vittime della burocrazia, ma anche chi ne trae profitto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo