Gli uomini della Digos della Questura di Roma sono al lavoro per tentare di identificare gli autori del blitz all'Ara Pacis, imbrattata di vernice rossa e verde la notte tra il 31 maggio e il primo giugno. Gli inquirenti stanno visionando i fumati di una telecamera a circuito chiuso posizionata nelle vicinanze del monumento che avrebbe ripreso cinque persone a volto scoperto proprio mentre colpiscono con palloncini di vernice la teca dell'architetto Richard Meier. Nei fotogrammi dei filmati si vedono i 5 giovani che dopo il lancio depongono in terra un water e due rotoli di carta igienica. E la terza volta che a Roma viene colorato un monumento:il 19 ottobre 2008 l'acqua di Fontana di Trevi divenne rossa e il 19 ottobre del 2007 da piazza Trinità dei Monti furono lanciate migliaia di palline colorate che sommersero prima la scalinata e poi piazza di Spagna. In entrambi i casi l'autore fu il futurista Graziano Cecchini che ieri l'aItro ha rivendicato, intellettualmente, «questa bellissima azione: dovrebbe essercene una al giorno». Sulla vicenda è anche stato ascoltato dalla Digos, Credo si tratti - ha ipotizzato - della rappresentazione di un' Italia che si stacca verso l'alto (coi palloncini) e verso il basso (con il water). Forse in segno che la gente si è stufata». La teca di Meier fu inaugurata il 21 aprile del 2006, a 10 anni dall'avvio del progetto. Per l'amministrazione Alemanno ha sempre rappresentato «uno sfregio alla citta» tanto che nel suo primo giorno di insediamento, il sindaco, affermò: «La teca di Meier è da rimuovere». Recentemente l'amministrazione capitolina ha chiesto all'architetto statunitense di rivedere» il nuovo museo dell'Ara Pacis «in vista del radicale mutamento che interesserà tutta l'area circostante». Poco meno di due settimane fa, in Israele, Alemanno ha annunciato che proprio l'Ara Pacis, il 21 aprile 2010, potrebbe ospitare un vertice sulla pace in Medioriente al quale sono stati invitati i massimi esponenti israeliani, palestinesi e i vertici di tutte le religioni.