È avvenuto nei giorni scorsi, attravèrso microcariche di esplosivo, l'abbattimento dello scheletrone dell'isola Palmaria, l'ecomostro lasciato incompiuto dagli anni 70 che ha deturpato il paesaggio dell'isola proprio di fronte a Portovenere (La Spezia). L'abbattimento è stato effettuato alla presenza del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, del sindaco del Comune di Porto Venere, Massimo Nardini, del direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria, Pasquale Bruno Malara, del Prefetto della Spezia, Vincenzo Santoro, del consigliere regionale Moreno Veschi, degli assessori regionali all'Urbanistica, Carlo Ruggeri, all'Ambiente, Franco Zunino, ai Trasporti, Enrico Vesco e allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, Oggi - ha detto il governatore Burlando subito dopo l'abbattimento - e' una giornata storica, in cui Portovenere scompare dall'elenco degli ecomostri. Grazie a questa operazione si riambientalizza e si ricostituisce un'area di grande pregio storico e naturalistico che, nelle nostre intenzioni, diventerà un grande centro ambientale di accoglienza per i ragazzi e gli amanti della natura da tutta Europa. L'assessore regionale all'Urbanistica, Carlo Ruggeri, ha ricordato l'impegno della Regione a procedere all'abbattimento entro ottobre, tempi che sono stati addirittura anticipati. Abbiamo i finanziamenti - ha spiegato - anche per eliminare il viadotto di Riomaggiore che deturpa il paesaggio. il Comune di Portovenere ha ricordato che entro il 15 giugno, con l'inizio della stagione estiva, verra' rimosso tutto il ferro derivante dalla demolizione e con l'autunno si procedera' all'avvio dei lavori di riassetto. Così abbiamo tutti letto sui giornali e visto in televisione in questi giorni, per il sacro-santo abbattimento di quell'orrore che feriva la sensibilità estetica comune. Bisogna però porsi delle domande: tutto quello schieramento di personalità snocciolato sulle prime pagine, soprattutto in tempi di elezioni, fa venire dei sospetti fin troppo banali, nella ricerca spasmodica di una visibilità inaccessibile (Pannella insegna), quale miglior occasione di uno spettacolare abbattimento con tutte le televisioni in solluchero per lo spettacolo? Un'altra notazione da tecnico che per decenni si è occupato di costruzioni: quelle strutture, rimaste per trent'anni incompiute, e la loro demolizione, hanno costituito uno spreco di danaro che, anche se privato, avrebbe potuto essere destinato a ben altri scopi. È giusto punire i costruttori responsabili. Anzi proviamo soddisfazione a vedere l'esplosione. Ma sono solo loro i responsabili? Per cominciare a costruire devono aver presentato dei progetti, ottenuto una licenza edilizia, sottoscritto delle convenzioni con il Comune di Porto venere. Nulla di tutto ciò? Totalmente abusivi? Sarà, ma una struttura di quelle dimensioni non si realizza lavorando di notte di nascosto: ci vogliono molti mesi e molti mezzi. Non se ne era accorto mai nessuno? E i vigili urbani tanto bravi a elevarti una multa se parcheggi 5 minuti su un passo carrabile, sono tutti corrotti? Una struttura così la vedevano crescere giorno dopo giorno anche il capo dei vigili, il Prefetto, l'assessore all'edilizia, il sindaco e su su fino al presidente della Regione, cioè tutte quelle personalità prontamente intervenute allo spettacolo mediatico della demolizione. Quando lo stavano costruendo, nessuno ha mai visto niente? Queste sono considerazioni banali che facciamo tutti prendendo il caffè al bar. Ma sono considerazioni che hanno una rilevanza penale; le dovrebbero fare anche i funzionari della Procura competente per territorio. Purtroppo, nulla di tutto ci si sente nemmeno dai giornalisti che esauriscono la loro funzione con il servizio televisivo o qualche bella foto a tutta pagina, con l'elenco delle personalità e dei notabili presenti: visi corrucciati in segno di rimprovero, prima, ampi sorrisi alle telecamere, dopo, oltre agli altisonanti discorsi: E non ci fermeremo qui! e così via. - Viene una grande tristezza nel vedere la meschinità della politica. Il brutto è che non è solo la politica ad essere coinvolta, ma anche funzionari civici che non sono eletti, anche quelli che hanno solo mansioni delegate senza responsabilità, i magistrati, i giornalisti, i cittadini tutti. Non si salva proprio nessuno: siamo tutti responsabili. E poi leggiamo: incidente mortale nella raffineria di Sarroch in Sardegna, i responsabii saranno perseguiti. Intanto quegli operai non ci sono più. Ma ci dobbiamo chiedere se in Italia va tutto come a Palmaria o a Sarroch di chi è la colpa? E i familiari piangono e nessuna sentenza allevierà mai il loro dolore.