TRENTO «Stiamo lavorando per arrivare alla prima adozione della variante della casa entro la fine dell'anno». Paolo Biasioli mantiene fissi gli obiettivi posti prima delle elezioni comunali. A due settimane dalla formazione della giunta, il vicesindaco di Trento, con delega all'urbanistica e alle politiche abitative, riparte proprio dalla questione che lo aveva assorbito nei primi mesi dell'anno. «Il piano casa è una delle priorità del Comune. È doveroso occuparsene, soprattutto in un momento di crisi» sottolinea. Assessore Biasioli, per quanto riguarda il piano casa eravamo rimasti all'analisi delle aree già edificabili nel Prg, per verificare la possibilità di inserire spazi per l'edilizia abitativa. La commissione urbanistica aveva concluso il lavoro. Ora come si va avanti? «Dovremo riprendere da lì. Rispetto al lavoro svolto mancava ancora un approfondimento di tipo sociale, per verificare ad esempio la presenza dei servizi nelle aree individuate. L'idea è quella già tracciata: prevedere insediamenti da massimo 30-35 alloggi e minimo 10, con l'eventuale recupero di qualche edificio per evitare di sprecare territorio. Ci stiamo anche confrontando con l'assessore provinciale Ugo Rossi per capire se esistono altre modalità di recupero. Si dovrà tener conto inoltre degli acquisti di alloggi effettuati da Itea e della loro localizzazione: non vogliamo che gli appartamenti siano concentrati in un'unica circoscrizione. Ma sempre in tema di casa stiamo puntando l'attenzione anche sulle cooperative edilizie». In viale dei Tigli partirà anche la scommessa del canone moderato. «Sì, siamo in continuo contatto con Itea, che ha già presentato un piano. Avevamo sospeso la firma del protocollo su questo progetto prima delle elezioni, perché non volevamo che fosse letto in modo sbagliato. Ma a breve lo sottoscriveremo». Il provvedimento più urgente rimane la variante per la casa. Quali sono i tempi? «L'obiettivo è portare in aula una proposta per la prima adozione entro la fine dell'anno. Molto dipenderà anche dai tempi di formazione delle commissioni. Ma una cosa è certa: il piano casa è una delle priorità del Comune, soprattutto in un momento di crisi come questo. È doveroso verso i cittadini, sappiamo quanto sia importante avere un'abitazione ». Passiamo all'altra competenza: l'urbanistica. Quali sono i temi in agenda? «Nei mesi scorsi si è compiuto un passo fondamentale, ossia l'approvazione della variante di Trento nord: ora si tratterà di seguirne l'iter. Poi si dovranno concludere alcune varianti avviate: quella per l'hospice, la variante normativa, gli interventi che erano rimasti in sospeso della variante per opere pubbliche». Ci saranno nuove varianti a breve? «Forse una variante per opere pubbliche tra fine 2009 e inizio 2010. Ma dopo le varianti Grandi firme «Giusto interpellare chi ha una visione complessiva, ma senza dimenticare i nostri professionisti» di questi ultimi anni ora l'intenzione è di lasciar passare un po' di tempo per applicare le nuove regole e vederne gli effetti. Lo considero corretto per i professionisti e per la gente. Nel frattempo, come si era detto in commissione urbanistica, si avvierà uno studio puntuale del territorio, circoscrizione per circoscrizione ». In questi anni l'urbanistica è sempre stata una delega ostica, al centro di tante polemiche: Andreatta non ha avuto vita facile. Teme che succederà la stessa cosa anche a lei? «Certo, non è una competenza semplice. Ma le sfide non mi preoccupano. È giusto assumersi delle responsabilità. Sono argomenti delicati, ma l'obiettivo principale è quello di dare alla città un aspetto vivibile. In questi anni abbiamo pagato la programmazione e le volumetrie del Prg del 1989, quando forse c'era meno attenzione verso il territorio. Da parte nostra, abbiamo cercato di correggere il tiro in alcuni punti. Si è parlato di cementificazione per la variante 2004 al Prg. Ma non è così: la previsione di volumetrie è un quarto di quella del 1989, mentre l'acquisizione di aree è quadruplicata ». Uno dei temi che ha fatto discutere in questi anni è l'affidamento di progetti di riqualificazione di parti di città a grandi architetti. Lei da che parte sta? «Avere a disposizione delle persone che hanno una visione complessiva è qualificante per la città. Ma questo non vuol dire che i nostri professionisti trentini non siano validi. Anzi. Personalmente, credo che un mix di competenze tra grandi nomi e professionisti trentini sia la strada giusta ». E dello sviluppo in altezza cosa ne pensa? Anche su questo le posizioni si sono divise. «Credo che limitare il discorso alla sola altezza sia riduttivo. Per ogni zona si deve capire se questa tipologia consente di ottenere, ad esempio, maggiori spazi verdi e se prevede soluzioni che qualificano il territorio». Andreatta ha deciso di affidarle anche la carica di vicesindaco. Come si sente in questo nuovo ruolo? «Sono onorato di essere il vicesindaco di Trento. È un compito che vivo con responsabilità. In questi primi giorni ho potuto sperimentare anche un nuovo rapporto con i cittadini: un rapporto più stretto, migliore. La gente ti vede come vicesindaco e ti si avvicina per esporti problemi e proposte. Cercherò di onorare questa fiducia». Nella seduta del consiglio comunale della scorsa settimana ha tenuto banco il caso della «copiatura» da parte di Andreatta di una parte di relazione programmatica dell'ex sindaco Pacher. Critiche giuste o no? «La parte finita nel mirino riguarda le politiche per il territorio: si tratta di concetti che conosco bene, sono idee che Andreatta ha sempre portato avanti. Sono valori ancora validi, che si possono ripetere. È vero che a volte la forma è sostanza, ma credo che la gente abbia bisogno soprattutto di sostanza. Che si usino o meno le stesse parole conta poco».