Quando saltano la scuola, i «bigioni di professione» si ritrovano qui, in San Lorenzo, e ora i professori sanno dove beccare Jan, Sarah, Ryan, Alex e Arianna: i loro nomi sono scritti a pennarello oro e blu sulle Colonne. «Sono tra gli ultimi sgorbi apparsi sui marmi», racconta Adriano Conte, l'architetto del comitato «La Cittadella» e addetto al censimento graffiti. Conte fotografa le Colonne ogni quindici giorni, cataloga le scritte, avvisa Comune e Soprintendenza, «venite a cancellare 'emo subiscono, truzzi comandano' e 'Derek sei gnokka', ripulite bestemmie e dediche, 'Alessia ti odio' e 'Lisa ti amo'». L'archivio degli sfregi s'ingrossa un giorno via l'altro in attesa che a Palazzo Marino si decidano sul piano di riqualificazione. Il primo progetto è del 2005, firmato dal vicesindaco Riccardo De Corato: «Cancellata ». L'ultimo, dell'assessore Maurizio Cadeo, è fresco d'annuncio: «Catenelle per il sagrato e una teca per le Colonne». Tra il primo e l'ultimo progetto s'è divisa la giunta e non s'è visto nemmeno un operaio. Solo qualche transenna mobile. «Emergenza graffiti». Assoedilizia descrive il fenomeno in questi toni e lancia l'allarme decoro all'indomani degli ennesimi assalti dei writer in metrò: Atm ha speso 6 milioni di euro, nel 2008, per eliminare da treni e stazioni la vernice lasciata da italiani, americani, francesi, spagnoli e svizzeri. «Le interpretazioni sociologico-politiche e pseudo artistico-culturali cadono di fronte alla constatazione che a Milano convergono graffitisti da mezzo mondo», attacca il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: «Confidano nell'impunità, a dimostrazione che si tratta di puri atti vandalici». L'associazione ha contato almeno 55 mila edifici imbrattati a Milano e danni per 100 milioni di euro, un terzo del conto pagato da tutta la Lombardia (305 milioni). Porta Ticinese è uno dei quartieri più segnati della città. Le tags (firme) coprono basilica e Colonne, panchine e portoni, insegne e vetrine (il negozio Guru è spaccato e imbrattato), bar e citofoni. Per altro, esauriti i muri ad altezza uomo, ora i writer puntano in alto: Dbs ha firmato persiane e finestre al primo piano di via Arena e Kine s'è arrampicato sul divieto d'accesso pur di marchiare via Vetere. La facciata nobile dell'anfiteatro di via De Amicis è un tazebao di disegni. Mentre sugl'ingressi dei palazzi e le serrande dei negozi spuntano i primi segnali di resa, cartelli e fogli A4, cedesi attività a affittasi locali arredati. Le agenzie dicono che gli immobili abbiano perso decoro e valore, «ormai prendono casa solo universitari e studenti Erasmus. E spesso in nero». A dar la caccia ai graffitari ci pensa soprattutto il nucleo Decoro urbano della polizia locale: in due anni ha denunciato 42 writer beccati in flagranza di reato e ne ha multati altri 46 (500 euro). Oggi e domani si svolgono le prime udienze davanti ai giudici di pace: sono imputati tre writer di 20, 23 e 29 anni fermati davanti a una scuola di via Baravalle e alla facciata laterale del Duomo. Altri quattro processi sono in calendario tra giugno e ottobre. Il Comune si costituirà parte civile «in tutti gli episodi» e De Corato spiega il perché: «Non dobbiamo lasciare impuniti gesti costati all'amministrazione 25 milioni di euro in due anni». Sì, «ma tutti chi?». Gli artisti di strada si ritrovano oggi, alle 19.30, nel parcheggio Conad di via Quaranta, l'evento è autorizzato e si intitola «Smack!»: «Vogliamo dimostrare che esiste una netta distinzione tra street artist e vandali». Don Augusto Casolo, parroco di San Lorenzo, è prete semplice, concreto, non bada a certe sottigliezze. Aspetta solo che il Comune ripulisca i muri laterali della basilica. Ha segnalato le scritte a febbraio.
MILANO - Colonne, l'assalto degli studenti-vandali
In San Lorenzo, a Milano, i graffiti sono diventati un problema. I professori sanno dove trovare le scritte dei bigioni di professione. L'architetto Adriano Conte fotografa le Colonne, dove sono scritte le tag, e avvisa Comune e Soprintendenza per cancellarle. Il Comune ha proposto diversi progetti per riqualificare la zona, ma non si è visto nulla di concreto. L'associazione Assoedilizia descrive il fenomeno come emergenza graffiti e lancia l'allarme decoro. Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, attacca i graffitisti, che convergono da tutto il mondo, e afferma che si tratta di atti vandalici.
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