E un gioiellino dellarchitettura Liberty di inizio Novecento, ma sta andando in rovina. Villa Flora a Borgo Panigale ora è unarchitettura fantasma. Campeggia in via SantAgnese, dimora suggestiva e misteriosa che ha attraversato vicende particolari da un proprietario allaltro fino a rimanere dimenticata e abbandonata. Vetri rotti, giardino incolto, pezzi di cornicioni staccati per terra: è lo spettro che oggi si presenta, emblema di una delle tante storie del patrimonio artistico del Bel Paese. Non che manchino i progetti, almeno da parte del Quartiere, ma gli intrighi burocratici hanno bloccato ogni cosa. AllUfficio del Catasto la villa risulta essere di proprietà dellEnte nazionale di lavoro per ciechi, con sede a Firenze, che lha acquisita nel 1942. Peccato che questa associazione sia stata sciolta da decenni e non si capisce chi siano gli attuali padroni. Diversi studiosi in alcune pubblicazioni (tra queste «Borgo Panigale. Antiche ville in un quartiere moderno» a cura di Manuela Iodice, 2004) lhanno attribuita al Ministero del Tesoro, ma sia il portavoce del Ministro che dal Demanio affermano che non risulta essere dello Stato. «Il Quartiere ha approvato una delibera nel 2004 per acquisire il bene e realizzare un centro culturale e negli edifici minori circostanti, due lunghe stecche, residenze in cui possano convivere anziani e giovani coppie sul modello già attuato a Villa Pallavicini - spiega il presidente del Quartiere, Maurizio Degli Esposti - . Presto si riaprirà il sottopassaggio che collega via Emilia con via della Salute e la zona ha le potenzialità per essere rivalutata. A fianco di Villa Flora cè una cava abbandonata da un trentennio che ora è diventata un punto di interesse ambientale perché allinterno presenta una microfauna da tutelare, come quella che cè nella Dolina della Spipola. E poco lontano è già emersa 15 anni fa una zona archeologica dellera neolitica, in cui si sono ritrovate tracce importanti di produzione di vasellame dargilla». Un illustre passato che oggi sembra dimenticato. Eppure fino allarrivo di Napoleone nellarea cera un piccolo fabbricato di proprietà delle monache del Monastero dei Santi Naborre e Felice di Bologna. Alla soppressione dellordine larea viene venduta: cambia otto proprietari fino al 1900 quando passa in mano al conte Cosimo Penazzi, nobile specializzato in contenziosi internazionali, principe vassallo dellImpero Ottomano, che fa costruire lattuale edificio come nido damore per la moglie Virginia Lisi. Edificio eclettico e moderno perché adotta soluzioni innovative per lepoca: solai in cemento, asfalto per impermeabilizzare le terrazze laterali, originali serrande in lamiera dacciaio alle finestre. A disegnare il progetto è Attilio Muggia (autore tra laltro della scalinata della Montagnola) che in omaggio alle attività del committente sceglie di ornare lesterno delledificio con decorazioni floreali, colorati ad encausto, che richiamano motivi egiziani, quali palmette e papiri. Il conte tornerà presto in Africa, quindi ledificio si trasformerà in asilo, in casa di cura per malattie nervose, poi durante la guerra ospiterà sfollati e la Regia Aeronautica militare. Nel 2007 i Gruppi di Centro sinistra per Borgo Panigale e Rifondazione comunista hanno presentato un ordine del giorno al Consiglio del Quartiere per «ribadire la necessità di recuperare un patrimonio pubblico naturalistico». Ma ancora tutto tace.
BOLOGNA - Misteri e rovine attorno a Villa Flora dimora di nobili, bebè, malati e sfollati
Villa Flora a Borgo Panigale è un edificio dellarchitettura Liberty in via SantAgnese che sta andando in rovina. La villa è stata abbandonata e non è più in buone condizioni. Il Quartiere ha approvato una delibera nel 2004 per acquisire il bene e realizzare un centro culturale, ma gli intrighi burocratici hanno bloccato ogni cosa. La proprietà della villa è incerta, con diverse associazioni e enti che la detengono. Il Quartiere ha anche un'altra proposta per recuperare il patrimonio pubblico, ma nulla è stato fatto. La zona ha un'importante storia, con una cava abbandonata e una zona archeologica dellera neolitica.
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