Ogni tre anni spende quattro milioni e mezzo di euro, per comperare senza clamori tesori di gran rango, che tiene chiusi in cassaforte, nellattesa daffidarli a un museo idoneo ad accoglierli, persino se quel museo non cè ancora. Sì, è un Mecenate, dotato di mezzi economici, cultura e interessi eclettici. Acquista arte antica, ma anche moderna e contemporanea. Apprezza gli argenti regali, molto la statuaria tibetana, incunaboli. Compera intere biblioteche. Una volta ne contese una al British Museum, che gli fece una sfuriata. Non si è fatto sfuggire nemmeno la bandiera da battaglia che sulle Alpi sfidò Napoleone. Anni orsono fece ricorso persino alla «valigia diplomatica», pur dottenere un rarissimo pesce «celacanto», un reperto preistorico vivente, che può vantarsi addirittura dessere antenato delluomo. Sempre attento alle aste, è un collezionista deciso negli acquisti, ben preparato nel valutarli. E consapevole che spende soldi nostri. Perchè, anche se curioso come Indiana Jones, non è un eccentrico benestante. E la Regione, la nostra, la prima ad essersi dotata di una speciale Soprintendenza che, per arricchire i beni culturali, esplora il mercato privato, attenta alle migliori occasioni, ma soprattutto pronta ad intervenire per impedire che tesori piemontesi rimangano allestero o vengano dispersi. Il suo compito è di dotare di pezzi di valore i musei, persino quelli che ancora non ci sono. Lattività è disciplinata da un regolamento, che il consiglio regionale ha approvato il 6 agosto 1998. Determina i criteri e le procedure per le acquisizioni. Il compito è affidato alla «Soprintendenza ai beni librari», diretta da Maria Grazia Ghiazza. Sotto legida dellassessore Giampiero Leo, affiancato dal direttore dei beni culturali Alberto Vanelli, di anno in anno ha ampliato i suoi interventi. «Siamo i primi in Italia ad esserci dotati di un simile strumento» ricorda Leo. «Un tempo erano i musei a fare acquisti e spesso con fondi limitati. E importante che un ente di governo si assuma questo compito. Le acquisti a favore del patrimonio pubblico sono punto cardine di una politica culturale. Il Piemonte non dimentica che le sue grandi istituzioni culturali sono nate dalliniziativa mecenatesca del potere sovrano. Nello stato assoluto esprimeva il suo gusto ed arbitrio. In democrazia sono invece necessari criteri condivisi e precisi». Quali? «Gli acquisti della Regione devono essere coerenti con la sua storia e con i progetti che promuove. Sono formulati in base a chiare linee. Prevedono darricchire raccolte museali e residenze sabaude, di completare le collezioni delle grandi biblioteche del Piemonte e dincentivare larte contemporanea, per stimolare i talenti nascenti. Sono gli stessi tipi dindirizzo che ci fanno sostenere manifestazioni come il salone dellAntiquariato e Artissima». Chiunque può farsi avanti per vendere documenti e oggetti storici riguardanti personaggi o famiglie del Piemonte, oppure manufatti di rango delle sue più prestigiose manifatture. La proposta dacquisto va formalizzata con la descrizione del bene, la garanzia della sua autenticità e del legittimo possesso. Oltre al prezzo va indicata la coerenza con gli interessi regionali. Il tutto verrà valutato dalla Regione, con il parere delle Soprintendenze e degli istituti peritali interessati. «Se si raggiunge laccordo - dice Ghiazza - il pagamento è abbastanza rapido». Lattività ha permesso deffettuare alcuni importanti recuperi. E il caso della bandiera dei Granatieri Reali, un corpo scelto dellarmata sabauda, che sulle Alpi diede filo da torcere alle truppe della Francia rivoluzionaria. Era gente che, finite le pallottole, cercava il corpo a corpo. Sui bricchi dellAuthion, nel 1793, i granatieri feriti si slanciarono nei precipizi avvinghiati ai nemici, pur di fermarli. La loro bandiera di seta, fregiata da uno spettacolare Collare dellAnnunziata, ricamato in fili doro, è stata rintracciata in Francia e subito acquisita. Verrà quanto prima esposta alla Reggia di Venaria. Qui finirà anche la superba scatola da toeletta in legno di violetta che lebanista Pietro Piffetti intarsiò davorio per Re Carlo Emanuele III. Analoga destinazione sarà data a due grandi statue barocche in legno laccato di Carlo Giuseppe Plura (1655-1737). Avrà certo collocazione regale il grandioso servizio da tavola in argento da 365 pezzi che gli argentieri torinesi Carlo Balbino e Pietro Bottani fusero nel 1850 per il principe Ferdinando di Savoia, in occasione delle sue nozze con Elisabetta di Sassonia. Pesa 174 chili. Appartenne in seguito ai Duchi di genova. E stato ceduto alla Regione dalla famiglia della fotomodella Carla Bruni. Scomparso per secoli, è stato rintracciato prima che andasse allasta il «Corale cinquecentesco di San Pio V», proveniente dal Convento di Bosco Marengo, di cui è uno dei più bei tesori. Mentre larchivio medievale dellAbazia di Pogliola, che ispirò Umberto Eco nel descrivere la biblioteca del libro «Nel nome della rosa», è stato a riacquistato a Londra. Ora è allarchivio di Stato di Torino. Alla Biblioteca Reale è finita una pagina del primo volume della Bibbia stampata da Gutemberg. Vanelli ricorda due avventure: «Comperammo in extremis a Merano la collezione Ertig di libri e farfalle, quando il British Museum laveva già fatta imballare per sè. Offrimmo più di lui e gliela soffiammo per il nostro Museo di Scienze Naturali. Il British minacciò una protesta diplomatica. Gli rivendemmo solo i libri che gli interessavano. Per noi erano doppioni e ammortizzammo lacquisto». «Poi cè la storia del Celacanto. Il Re delle isole Comore ne donò uno a un medico astigiano, che curava la sua famiglia. Questi non osò dire di no, anche se era un pescione lungo 160 centimetri, appena pescato. Sapeva che è raro, con soli due esemplari musealizzati, a Londra e in Usa. Venne spedito al porto di Marsiglia e ci fu sottoposto. Decidemmo di farcene carico, ma per la Francia era un bene non esportabile. Rischiava di marcire. Riuscimmo a farlo venire in Piemonte,con la "borsa diplomatica". Alla frontiera un doganiere volle aprirla. Lodore lo dissuase subito. Ora quel bestione è in formalina, al Museo di Scienze Naturali».
La Stampa
30 Gennaio 2003
✓ Entità verificate
Piemonte. La collezione del museo che non c'è. Inchiesta
MA
Maurizio Lupo
La Stampa
Il Piemonte ha una Soprintendenza ai beni librari che si occupa di acquistare documenti e oggetti storici. La Soprintendenza è dotata di un regolamento che determina i criteri e le procedure per le acquisizioni. La Regione ha un compito importante nel promuovere la cultura e il patrimonio culturale del Piemonte. La Soprintendenza ai beni librari è stata istituita per affrontare il mercato privato e garantire che i beni culturali siano protetti e valorizzati. La Regione ha un ruolo importante nel promuovere la cultura e il patrimonio culturale del Piemonte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
La Stampa · 4 Mar 2003
Record a Stupinigi, 145 mila visitatori
La Stampa · 21 Giu 2003
I Savoia promettono a Torino i gioielli della regina
La Stampa · 10 Lug 2003
Lo spettacolo? Nelle regge sabaude
La Stampa · 25 Set 2003
"Torino ha bisogno dì grandi eventi"
La Stampa · 8 Ott 2003
Monte dei Cappuccini, l'ascensore ritarda
La Stampa · 21 Gen 2004
Grand Hotel Superga
La Stampa · 13 Feb 2004
Strappati al fuoco dopo cento anni
La Stampa · 11 Mag 2004
Un giallo dietro l'annuncio di nuove collezioni per l'Egizio
La Stampa · 24 Giu 2004
A Palazzo Carignano arrivano i soldi. Tutte le altre opere finanziate dalla Consulta
La Stampa · 1 Set 2004
L'archeologa Sapelli alla guida dell'Egizio
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 13 Giu 2002
La bella Italia che si mette in vendita
La Stampa · 14 Giu 2002
Squilibri significativi nei conti pubblici dell'Italia
ANSA · 24 Lug 2002
Restauri: Poli Bortone (AN) a ministri, si riduca IVA
il manifesto · 16 Giu 2002
Ciampi: quei beni sono di tutti
la Repubblica · 29 Mag 2002
Monumenti in vendita? Allarme per Un decreto legge in discussione al senato
ANSA · 17 Lug 2002
Beni culturali: Del Turco e Sgarbi, no vendita patrimonio
www.pierluigimantini.it · 31 Mag 2002
Le politiche delle infrastrutture nel primo anno del secondo governo Berlusconi
Panorama · 17 Giu 2002
Non si vende niente Tesori dello Stato ai privati? L'operazione del governo firmata da Ciampi lo esclude. Ecco come funziona
Corriere della Sera · 17 Giu 2002
Ora il rischio è che si svendano edifici simbolo dell' Italia minore E' in pericolo quel tessuto irripetibile che nei secoli ha disegnato la nostra identità
la Repubblica · 15 Ago 2002
L'Ulivo annuncia il referendum sulla cessione. Contrario anche il forzista Roberto Caputo Galleria, destra spaccata
www.google.it · 17 Giu 2002
Convertito in legge il decreto che istituisce la Spa patrimonio e infrastrutture Legge pubblicata su Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2002, n. 139. In vigore dal 16 giugno 2002
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: E' divorzio tra Sgarbi e il governo Licenziato il sottosegretario ai Beni culturali
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: Per i beni culturali Sgarbi e Urbani separati in casa Le associazioni ambientaliste: Ciampi non firmi il decreto taglia-deficit
Famiglia Cristiana · 23 Giu 2002
Tremonti? Robin Hood all'incontrario Economia. La riforma vista dall'Ulivo: parla Vincenzo Visco
il manifesto · 26 Giu 2002
Gli astuti vandali liberisti
Il Giornale dell'Arte · 31 Ago 2002
L'arte usata
ANSA · 29 Giu 2002
Beni culturali: sciopero; Sgarbi, precari vanno assunti
la Repubblica · 29 Giu 2002
Un pericoloso emendamento al decreto Tremonti. I beni? Il ministro li affitta
ANSA · 27 Set 2002
Beni Cultuali: Associazioni: siluramenti politici
ANSA · 29 Set 2002
Finanziaria: le misure, dal calo Irpef ai tagli di spesa