Lassessore Croppi è sicuro: "È stato Cecchini". «Me lo hanno detto. E il sovrintendente Broccoli dice che hanno usato la stessa anilina rossa usata per la fontana di Trevi. Santo cielo, ma non era anilina: era tempera! Certi peccatucci, da un soprintendente...». Culturalmente, però, rivendica? «Intellettualmente sì: è uno squarcio di gaia rimembranza di intelligenza italiana. Una cosa talmente bella... una macchia di colore fa sempre scalpore, tanto che il sindaco è impazzito di rabbia, lassessore alla Cultura gli va dietro, il sovrintendente sbaglia tra tempera e anilina... ah, in che mani siamo capitati». E va bene: ma lei quando colpirà? «Molto presto. Ma vi do una notizia: voglio studiare una performance in Campidoglio». Che fa, sfida il sindaco? «Non cè bisogno, è un politico così piccolino... è sparare sulla Croce Rossa». Veramente sparano tutti sulla performance: non è piaciuta. «Mi stanno attaccando nella maniera più virulenta e trash. Credo stia cominciando unera che darà molto fastidio a questa giunta. Se continuano a non capire che cè un disagio vero, dalle morti sul lavoro allinconsistenza del posto di lavoro e alla sfiducia nel sindacato, sarà un autunno molto caldo». Una svolta violenta? «No, intendo sempre nel rigore dellinsegnamento che ho dato. Fanno molto più male queste azioni degli scontri con la polizia, che io non voglio». Le macchie di colore, il wc: ma che diavolo vogliono dire? «Si sono ispirati al 2 giugno, ma hanno messo sopra la bandiera e sotto il water. La politica è staccata dai cittadini e rimane giù, mentre in alto cè il popolo. A Montecitorio e in Campidoglio nessuno conosce i problemi di tutti i giorni». Ma lei ieri notte che faceva? «Dormivo! Ho fatto tardi in casa di amici, ho bevuto ottimo vino e poi a nanna. I signori delle istituzioni che mi attaccano, invece, sono così lugubri... Devo dar ragione a certa sinistra: siamo in un regime, non si può fare critica. Fanno chiamare gli artisti dalla questura, invece di concedergli spazi». Croppi definisce la performance insignificante. «Mica è un esteta... ha fatto solo il santimbanco tra un partito e laltro. Usa la bocca per parlare, come capita». Non è che il sovrintendente la giudichi meglio... «Ma chi è? Chi lo conosce, a Londra? Si esprime in modo violento: venga in Birmania, e lo vede davvero quel sangue di cui parla».