Un albergo di lusso di quasi 200 stanze nel convento di San Paolino, là dove per oltre un secolo ha avuto sede il Banco dei Pegni. Per lamministrazione comunale si tratta di unopportunità di riscatto per via Palazzuolo, assediata dal degrado. Ornella De Zordo di «Unaltracittà» e la associazione «Gli anelli mancanti» temono invece che lintervento si riveli niente più che una speculazione senza vantaggi per la città e finisca, al contrario, per accentuare la desertificazione del centro storico. E per tale motivo hanno presentato un esposto alla soprintendenza ai beni architettonici e per conoscenza alla procura della Repubblica. Secondo gli esponenti, ci sono passaggi critici nella procedura di approvazione della variante urbanistica e del piano di recupero dellarea ed è necessario un attento controllo sulle trasformazioni in atto e sulla loro compatibilità con la tutela del centro storico. Il complesso immobiliare ha una superficie di circa 10 mila mq e si estende da via Palazzuolo, al fianco della chiesa di San Paolino, sino a Borgo Ognissanti, costeggiando lex ospedale di San Giovanni di Dio, e lambisce la parte posteriore del celebre Palazzo alla Rovescia. Il convento, le cui prime notizie risalgono allXI secolo, ha subìto ampliamenti e rimaneggiamenti e dopo essere stato adibito a Banco de Pegni è stato sfigurato con la costruzione di strutture per il deposito dei beni in garanzia. Il 21 maggio 2003 la Cassa di Risparmio ha presentato il Piano di Recupero. Il 2 dicembre 2003, limmobile è stato ceduto alla Sanfrediano Srl., che il 16 dicembre lha rivenduto alla San Paolino Hotel Resorts. Le società fanno capo agli stessi imprenditori (Massimo Paganini, la famiglia Raccah) impegnati nel recupero dellex cinema Apollo in via Nazionale. Per consentire la nascita del grande albergo, Palazzo Vecchio ha approvato una variante urbanistica, riclassificando ledificio e variandone la destinazione duso, che era in parte residenziale. Prima lex convento era quasi per intero in classe 1 (edifici di particolare interesse storico, parificati agli edifici vincolati, per cui sono ammessi solo interventi di restauro). Con la variante è rimasta in classe 1 soltanto la facciata fra via Palazzuolo e piazza San Paolino. Per tutto il resto sono consentiti in parte lo svuotamento e la ricostruzione interna, in parte la demolizione e ricostruzione con aumento di superficie. Applicando in maniera che gli esponenti ritengono discutibile una norma non reiterata nel nuovo Piano Strutturale, è stato consentito agli investitori, che provvederanno a riqualificare un tratto di via Palazzuolo, di monetizzare la quota del 20 di superficie da destinare a residenze ad affitto agevolato, prevista nei casi di demolizione e ricostruzione. Niente residenze sociali. Così, secondo gli esponenti, la zona si spopolerà ancora di più. Sorgerà anche un parcheggio sotterraneo: con il rischio che vadano perdute strutture di interesse storico-architettonico o archeologico.