Centinaia di migliaia di quadri, statue, reperti, gioielli che si muovono per il mondo per consentire l'allestimento di mostre ed esposizioni, così da soddistre la sempre crescente domanda di cultura. Solo il ministero dei Beni culturali italiano manda in giro, tra l'Italia e l'estero, circa l2mila, opere l'anno. E se gìà per la spedizione di un normale pacco si chiedono adeguate garanzie, figuriamoci quando a viaggiare è un pezzo del patrimonio che appartiene all'umanità e, come tale, dal valore inestimabile. Bisogna difenderlo dagli incidenti, dai furti, dai gesti scriteriati di vandali o terroristi. E approntarsi per scongiurare i danni che possono derivare da eventi naturali, come le alluvioni o i terremoti. Sono questi i pericoli come ha spiegato Cristina Acidini, soprintendente del polo museàle fiorentino, nel corso di un convegno organizzato giovedì scorso a Roma dall'Associazione Civita e Axa art che maggiormente minacciano le opere d'arte giramondo. Ma non solo. Perché certi rischi si presentano anche quando il bene è stanziale. I furti, per esempio, sono molto frequenti nelle chiese meno protette di un museo o nelle case dei collezionisti privati. È ovvio, però che se l'opera viaggia, il rischio aumenta. È dunque necessario disporre adeguate contromisure. A iniziare da quelle di protezione. La tecnologia dà una grossa mano. Ma per Pierluigi Aloisi, presidente del Gruppo Dab, che si occupa di sistemi integrati di sicurezza, affidarsi ai sistemi tecnologici può non bastare se gli interventi non vengono preceduti da una puntuale analisi dei rischi, da servizi tecnici disponibili in tutto l'arco delle 24 ore, da piani di sorveglianza affiancati a efficaci piani di intervento. L'obiettivo è la salvaguardia del patrimonio in un'ortica finale di minori costi. Perché adottare piattaforme di sicurezza integrate, oltre a garantire adeguati liveffi di protezione, fa anche abbattere le spese. Il tutto, poi, ha ricadute significative sull'importo del contratto di assicurazione. In presenza, infatti, di un'analisi dei rischi della mostra e di una corretta valutazione delle opere coinvolte, il premio assicurativo si riduce. Marco Gualtieri, amministratore delegato di Vernice progetti culturali, ha portato la propria esperienza: i costi di assicurazione coprono il 39 di quell riconducibili alla sicurezza, i quali pesano per circa il 15 sul budget complessivo dell'evento (il riferimento è alla mostra Arte, genio, follia. Il giorno e la notte dell'artista , in corso a Santa Maria della Scala, a Siena). Anche se l'assicurazione rappresenta la quota preponderante dei costi di sicurezza, l'incidenza ha spiegato Gualtieri è comunque inferiore al dato medio di mercato. E questo perché, per esempio, Vernice e Axa Mps assicurazione danni hanno stipulato una convenzione che impegna le parti a cooperare. La collaborazione aiuta anche quando si tratta dei contratti di prestito. Lo sa bene Nemo il Network of european museum organisations, la rete di istituti e associazioni museali di 34 Paesi europei che ha elaborato un contratto standard tradotto in 12 lingue, risultato di un'indagine comparativa avviata nel 2005.
Opere giramondo, il Mibac ne muove 12mila l'anno
Il ministero dei Beni culturali italiano invia ogni anno circa 2.000 opere d'arte all'estero per le mostre e le esposizioni. Queste opere sono soggette a diversi rischi, come i furti, i danni causati da eventi naturali e gli incidenti. Per questo motivo, è necessario adottare contromisure di protezione. La tecnologia può aiutare, ma è importante anche un'analisi approfondita dei rischi e la disponibilità di servizi tecnici 24 ore su 24. L'obiettivo è ridurre i costi e garantire la salvaguardia del patrimonio. L'assicurazione rappresenta una quota preponderante dei costi di sicurezza, ma l'incidenza è inferiore al dato medio di mercato.
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