Se tre metri non erano una distanza di sicurezza, dato che per non uccidere gli alberi antichi di Villa Borghese le ruspe Acea avrebbero dovuto tenersi 16 volte più lontane, guardando le ferite che già lacerano il Bosco Ombroso e la Valle dei Platani si appura che nemmeno quel limite è stato rispettato. Baratri attaccati ai tronchi grazie a Soprintendenze e Comune. Ora le macchine puntano contro il primo platano monumentale, oltre 400 anni, tre leggi internazionali che lo rendono intoccabile in aggiunta al comune buon senso: elementi insufficienti ai nostri amministratori. L'unico fruscio che giunge da quelle parti è una convocazione dell'assessore De Lillo ai soli Amici di Villa Borghese e Legambiente, fra tutte le associazioni, per l'8 giugno, a lavori conclusi. Un atteggiamento in linea con quanto accade nell'intera città. Potature fuori stagione con stragi di nidiate, continui abbattimenti. Perciò, mercoledì mattina alle 11, alla Valle dei Platani si raduneranno in protesta non solo gli Amici di Villa Borghese, Legambiente (che al riguardo ha presentato tre esposti) il Comitato in difesa di Villa Borghese, ma anche il Comitato per il Verde Urbano di Annamaria Procacci, l'Associazione Colle della Strega, i cittadini del II Municipio che nei giorni scorsi, votando all'unanimità, ha chiesto al Comune la sospensione dei lavori. E ancora, l'Associazione Adea Amici degli Alberi di Antimo Palumbo, dall'Abruzzo il Giardino dei Ligustri, il comitato in lotta per scongiurare la distruzione dei platani di viale del Vignola, e da Ostia il Comitato Parazella, furioso per l'abbattimento ingiustificato di 30 fra platani e pioppi dichiarati malati, ma in verità sani.