Da Rivoli a Ivrea, due mesi dopo linaugurazione Appena inaugurato, già emigra dal Castello di Rivoli il Museo della Pubblicità. Sono passati solo due mesi da quando il presidente Cesare Annibaldi ha presentato il nuovo archivio digitale, la cosiddetta Mediateca, aperta al pubblico. Un semplice clic, e sui monitor sistemati in uno spazio della Manica lunga scorrevano le immagini di ventanni di Carosello e oltre 10 mila spot che hanno fatto la storia dellimmaginario del paese. Ora, secondo indiscrezioni, questo straordinario materiale (ne fanno parte anche più di duemila manifesti e bozzetti, numerose campagne pubblicitarie e i video premiati a Cannes dal 54 a oggi) verrebbe affidato allArchivio del Cinema dImpresa di Ivrea, nato da una convenzione tra Regione, il Centro sperimentale di Cinematografia e la Telecom Italia e affidato alla direzione di Sergio Toffetti. Lintento sarebbe poi quello di organizzare mostre con il torinese Museo del Cinema. Un progetto dalla lunga e complessa gestazione quella del Dipartimento Comunicazione Pubblicitaria del Museo di Rivoli, nato nel 2002 negli spazi dellex residenza sabauda. Loccasione era data dalla cessione da parte dei vertici di via Verdi a quelli della Regione del Fondo Sipra, con il suo enorme archivio di manifesti e filmati. A Rivoli erano stati destinati in particolare i manifesti e bozzetti originali del periodo tra gli anni '30 e '80, mentre grazie alla collaborazione con Rai Teche si erano ottenuti anche i numerosi materiali del Fondo Villani. Si aprivano insomma nuove prospettive per il Museo di Rivoli, come è stato ribadito dallo stesso Annibaldi e dal direttore della sezione Pubblicità del museo Andrea Riparbelli il giorno dellinaugurazione, il 2 aprile scorso, davanti alle aziende che hanno aderito alliniziativa, da Ferrero, a Benetton, da Testa a Fiat Group. Cerano state, prima dellapertura, alcune mostre negli anni scorsi, una sorta di marcia di avvicinamento per un progetto che stava molto a cuore proprio ad Annibaldi (il cui mandato di presidente è ormai prossimo alla scadenza). Nel 2003 «Nel paese della pubblicità», lanno dopo «Schermo delle mie brame. Come la pubblicità ha cambiato la vita degli italiani», entrambe a cura di Ugo Volli. Poi lapprodo più naturale, con la messa disposizione di questi materiali al pubblico. E ora la notizia che questi materiali andrebbero altrove. Non proprio un bel segnale sullo stato di salute del Museo di Rivoli, circondato in questo periodo da parecchie incertezze. Non è stata ancora confermata la retrospettiva dautunno sul protagonista dellarte cinetica Gianni Colombo, né si sa chi succederà come direttore a Carolyn Christov-Bakargiev, a ottobre in partenza per Kassel, alla guida del castello.