La proposta: riunire in un sol luogo le collezioni artistiche Pan, questo sconosciuto. Daniele Pitteri, su "Repubblica" di ieri, riprende lannoso problema dellestraneità del Pan alla città e alla regione. Cosa doveva essere nelle intenzioni di chi lo istituì non è mai stato chiaro. Un "Centro di documentazione delle Arti" mi sembrò di capire. Aspettai paziente di comprendere a quali arti ci si riferisse Comprendendo poi rapidamente che non si pensava a quelle arti di cui Napoli potrebbe andare fiera, teatro, musica, cinema, fotografia. E come dovrebbe mai un napoletano, o magari un turista di quelli che a Napoli vengono per trovare le tracce di una storia "artistica" antichissima, trovare nel Pan una sua casa? Spazio capace di saldare il passato con il presente e magari con il futuro delle arti? «Uno dei momenti del disagio dei napoletani è un complessivo smarrimento della propria identificazione culturale e storica. Un continuo esercizio autolesionista di rimozione del passato e delle espressioni artistiche legate alla sua forte tradizione è andato avanti di pari passo ad una enfatizzazione di tali elementi fermi nel tempo e slegati da ogni possibile occasione di conoscenza eo consumo di quanto è stato prodotto, e da una incapacità ad utilizzare tutto questo legandolo alle "richieste" di una platea potenzialmente enorme e legata non soltanto ai sentimenti dei napoletani, ma anche allorganizzazione ed utilizzazione dei flussi turistici. A Lisbona ci si reca anche per assistere a spettacoli di Fado, a New Orleans per incontrare la musica jazz, e a Napoli? Può prescindere insomma un "progetto culturale" dalla "memoria" della città?». Sono parole scritte e ripetute negli inutili "forum" promossi dal sindaco Iervolino. Ho potuto sistemare la mia collezione dedicata allAttore napoletano nel Teatro San Ferdinando. E la straordinaria memoria custodita dalla Fondazione Nino Taranto, e quella bellissima della collezione Tolino o della collezione De Mura, degli Archivi cinematografici, dei pupi e delle marionette della collezione Leone o del Fondo Perna, non andrebbero messe insieme? Si deve davvero sperare nel troppo lontano Forum delle culture del 2013 per fare del Pan qualcosa di diverso dal guscio semivuoto di aspirazioni poco chiare e senza progetto? E non sarebbe bello se quel Forum potesse contare su un Pan, "casa dello spettacolo" della città?
Il museo Pan diventi Casa dello spettacolo
Il testo discute la proposta di riunire le collezioni artistiche Pan, un sconosciuto, nella città di Napoli. Il problema è che non è chiaro cosa si intenda per "arte" nel contesto di Pan, e che le collezioni non sono legate alle arti tradizionali napoletane come teatro, musica e fotografia. Il testo esprime il disagio dei napoletani per la perdita della propria identificazione culturale e storica, e la necessità di un "progetto culturale" che leghi le espressioni artistiche alla memoria della città. Il testo chiede se il Pan possa diventare un "casa dello spettacolo" della città e se il Forum delle culture del 2013 possa contare su un Pan con un progetto chiaro e definito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo