Beni culturali Il duo Tommasini-Pichler Rolle in campo. Gerald Mair: «Scottati dal passato, ma ora c'è un canale aperto» Il piano per salvare il progetto: spezzare in due l'intervento. Schönsberg: avanti Comune e Provincia cercano l'intesa entro il prossimo vertice Costo stimato della prima parte: 8 milioni BOLZANO Forse è ancora presto per parlare di rilancio. Ma nell'ultimo mese, il vento che soffia sul progetto di recupero e ampliamento del museo civico è cambiato. Il tema è al centro di trattative che coinvolgono Comune e Provincia: l'obiettivo è trovare un'intesa entro il 14 luglio, data del prossimo incontro tra le due giunte. E stavolta, almeno sulla carta, la via per superare lo scoglio dei costi (18 milioni arredi esclusi) è stata trovata. Come? Dividere in due fasi il progetto, con precedenza alla costruzione dell'ala nuova. In quest'ultima verrebbero spostate le collezioni oggi «sepolte» nella sede storica, da risanare successivamente. Il rilancio Solo un mese fa, l'operaziome Museo civico sembrava definitivamente tramontata. Troppo alto il costo (18 milioni più gli arredi) in una fase di risparmi forzati. Il doppio cambio della guardia all'assessorato alla cultura in Comune (Primo Schönsberg al posto di Sandro Repetto, Oswald Ellecosta al posto di Elmar Pichler Rolle) non aveva certo accelerato la pratica, mentre in Provincia l'assessora competente Sabina Kasslatter Mur si mostrava sempre più fredda sulle sinergie Ötzi - Civico e al relativo co-finanziamento da 5 milioni. Poi, dopo l'accordato appello lanciato da Gerlad Mair (presidente del Museumsverein, società proprietaria delle opere) e le conseguenti polemiche qualcosa è cambiato. Schönsberg, con caparbietà, ha sfruttato il voto unanime della commissione cultura per riportare il tema sul tavolo della giunta e incalzare Plastico Il progetto di Stefan Hitthaler e Christian Schwienbacher: al centro la piazzetta e l'ala nuova gli assessori «realisti». E qualche giorno fa, dopo oltre un anno, il Comune ha riconvocato il curatorio del Museo civico. Nel frattempo, in Provincia, il duo formato da Christian Tommasini (assessore alla cultura italiana) ed Elmar Pichler Rolle (ora capogruppo Svp) faceva «lobby» per sostenere il rilancio. Lo schema Resta lo scoglio dei soldi. Il piano è modulare l'intervento in due fasi, precedute da una importante premessa. «Con 60mila euro spiega Schönsberg si possono sistemare e riaprire al pubblico 200 metri quadri al primo piano della sede storica. Passo piccolo, ma cruciale per tenere viva l'attenzione ». A quel punto si dovrebbe partire con la prima fase del progetto: la realizzazione della nuova ala (il discusso «monolite ») e della sala interrata (da spartire con il museo archeologico), con l'apertura della piazza- cortile su via Museo. Costo stimato di questa prima fase: otto milioni di euro su 15-18 complessivi (si cerca di limare l'intero budget), piazza esclusa. Realizzato il nuovo volume, si organizzerebbe il trasloco delle collezioni, da anni nascoste al pubblico. A quel punto, soldi permettendo ci sarebbe la fase due: risanare la sede storica, afflitta da grossi problemi strutturali. Ma nel frattempo il «nuovo » Civico darebbe già riaperto in grande stile . «Sono moderatamente ottimista azzarda Primo Schönsberg . Forse questa è la via per recuperare il ritardo». Cauto ottimismo anche da Gerald Mair. «Di delusioni ne abbiamo avute tante dichiara ma la riapertura di un canale ci dà un po' di speranza. Del resto se la Provincia finanzia un museo dei trenini, non capisco perché dovrebbe ignorare una struttura così ricca di storia».