Scoppiano le polemiche in Italia per il quadro di De Chirico venduto ieri sera a New York in un'asta da Christie's. Il grande metafisico, di proprietà del Moma, era stato dipinto nel 1917. «La proposta dell'acquisto del quadro di De Chirico ci era arrivata dalla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, ma non avevamo quella cifra». Il chiarimento arriva da Mario Serio, direttore generale del Ministero dei Beni culturali. Il quale respinge anche l'ipotesi che si tratti di un falso: «Non è un fatto strano che una istituzione come il Moma di New York venda un'opera importante. Anzi è plausibile. Spesso i musei americani "intaccano" il proprio patrimonio per ragioni economiche». «L'Italia ha perso un'occasione» è l'opinione di Maurizio Calvesi, il quale a proposito del falso dice: « Il grande metafisico è un'opera strafamosa che lo stesso De Chirico espose a Roma nel 1920». Anche Enzo Carra, deputato della Margherita e componente della Commissione cultura della Camera pensa che l'opera andava acquistata. «Il Ministero dei Beni Culturali», ha detto, «che in casi come questo si dovrebbe attivare, è vessato da Tremonti», suggerendo che «data l'importanza dell'opera l'acquisto si poteva incentivare con agevolazioni fiscali a soggetti privati».