Posti per società di mutuo soccorso: il Presidente è il marito di un assessore "Abbiamo parlato lanno scorso con la proprietaria". Era morta da 11 mesi Questa è la storia di un parcheggio che sha da fare. A tutti i costi. Anche se siamo ad Avegno, che non ha esattamente il traffico congestionato di via Montenapoleone; anche se si sacrificano alle betoniere alcune fasce di terra fagocitate da un muraglione di cemento armato alto sei metri; anche se è poco elegante che il park serva soprattutto alla Società di Mutuo Soccorso Nostra Signora del Rosario di cui è presidente il marito di una degli assessori comunali; anche se verranno sacrificati ulivi e nove altre specie di alberi da frutto; anche se la pratica di esproprio, come sostengono gli eredi di Maria Luisa Gordiano, non ha potuto essere visionata dalla nonna ultraottantenne con problemi di deambulazione, deceduta due anni fa. Succede nella frazione di Salto, ad Avegno, il paese a due chilometri da Recco che con i prezzi della riviera e la fame di abitazioni, diventa terreno ideale per le nuove programmazioni urbanistiche. La cifra di questa ennesima storia di cementificazione sta tutta in una frase del sindaco (che si candida con il centro destra al secondo mandato) Giuseppe Tassi: «Abbiamo provato a trovare un accordo in amicizia con la signora e le sue figlie. Avremmo anche lasciato loro uno spazio vuoto sotto il muro perché ci ricavassero dei parcheggi, ne avrebbero avuto un bel beneficio». Ecco. Il sindaco Tassi, forse anche perché è il principale imprenditore edile di Avegno, non concepisce il fatto che alla signora Giselda Garbarino, figlia della proprietaria defunta, dei soldi proprio non freghi nulla. Che lei e gli altri eredi preferiscano tenersi le fasce con gli ulivi, il pruno, il fico, lamarena, il nespolo, lalbicocca, larancio, il noce, il pino, il cipresso e lorto. Il sindaco è interdetto, non gli resta che ripiegare sulla logica della burocrazia: «Sì ma un posto centrale nel paese così... e come fattibilità e oneri era il terreno che si addiceva di più». E allora diamo a Salto il suo piazzale di cemento per 17 posti auto lungo la strada provinciale 333. Un parcheggio pubblico previsto dal Puc, un progetto rimasto fermo molti anni ed entrato in dirittura darrivo quando è stato presentato come oneri di urbanizzazione dallimprenditrice Flavia Poggi, alla quale il Comune aveva concesso la licenza per edificare due ville con box poco distante. Gli eredi della signora Gordiano però hanno presentato ricorso al Tar perché ritengono che il progetto violi una serie di norme e diritti. Intanto gli aspetti ambientali, che verrebbero irrimediabilmente compromessi. E poi la procedura di approvazione del Puc e di esproprio del terreno. La figlia e i nipoti della signora Gordiano sostengono che nessuno le scrisse né la informò ufficialmente, pur sapendo tutti in paese dei suoi problemi (una figlia disabile morta poco prima di lei, e in seguito difficoltà a muoversi come certificato dai referti depositati nel ricorso al Tar dellavvocato Andrea Vimercati). «Non è vero - ribatte il sindaco - andammo a casa loro tre volte con il geometra un anno fa, cera anche la signora anziana». Giselda Garbarino ricorda una sola visita, priva di ufficialità, e soprattutto sottolinea che un anno fa la madre era già morta da undici mesi, quindi difficilmente avrebbe potuto essere presente. Cè poi lultimo aspetto. Il presidente della società N. S. del Rosario, Mirko Osti, si è spesso lamentato per lassenza di posti per i soci, anche se la Sms è presa dassalto solo un paio di volte lanno in occasione di sagre. Osti, però, è anche il marito dellassessore Licia Maccagnolo. Sindaco cosa ne dice? «Si è il marito, ma lei non si ripresenta più alle elezioni quindi...». Quindi la risposta, come si dice a scuola, è andata fuori tema.