Scoperti tra i capolavori prestati alla rassegna di Bruxelles: ora i quadri andranno in quarantena Sono arrivati i tarli a chiudere la mostra Da Van Dyck a Bellotto, splendori della corte dei Savoia , allestita con successo (quasi 50mila visitatori) da febbraio al 24 maggio a Bruxelles. Una sorpresa non certo gradita per la soprintendente Carla Enrica Spantigati, che lunedì è giunta nelle sale della struttura del Bozart per riportarsi a casa le opere un centinaio, per lo più della Galleria Sabauda e vi ha trovato qualche strano insetto xilofago. Poi le bestioline (lyctus brunneus è il nome scientifico) sono divenute tante e ci sono stati attimo di panico, tanto che la questione è stata discussa in Consiglio dei ministri. Per fortuna per il pericolo è rientrato. «Siamo arrivati in tempo, evitando danni alle cornici, ai supporti lignei e alle tavole dice Spantigati al telefono dalla capitale belga Adesso le opere torneranno a Torino e staranno in isolamento, se sarà necessario faremo dei trattamenti, ma non ci dovrebbero essere rischi per la loro incolumità». E meno male che è andata così, perché in quella che è stata una sorta di vetrina in Europa dei gioielli di casa, in vista delle celebrazioni del 2011, sono stati portati tesori come il ritratto del Principe Tommaso di van Dyck, tele di Bellotto e Rubens, dei caravaggeschi, accanto ad altri pezzi dal 600 all'ultimo 700. «Intervenendo subito siamo riusciti a bloccare il ciclo vitale di quegli insetti, certo non nego lo spavento iniziale e lo sgomento degli organizzatori". Eppure, aggiunge Spantigati, il centro di Bozart è stato oggetto di recenti restauri: «Ci hanno detto che all'insaputa dei responsabili si sono utilizzati materiali non adeguati e trattati, per questo i lavori andranno rifatti». Adesso, a mostra ormai smontata, non resta che imballare i dipinti e riportarli in fretta a casa.