Per la ristrutturazione servono 11 milioni Il Comune cerca sponsor per salvare il Planetario Giorello: Trattarlo così è una vergogna Serve l'intervento di privati, sponsor tecnici che ci mettano i soldi o, perché no, mecenati che a suo tempo fecero la loro parte. Mano sul petto, il Comune assicura che risolleverà le sorti del Planetario civico, il più grande e antico d'Italia, patrimonio cittadino su cui per anni non si è investito, che ha una strumentazione preziosa ma obsoleta e un montacarichi per disabili fuori uso da tre anni che da solo dice tutto. Ma si parla di oltre undici milioni di euro, un'iniezione di privati accelererebbe una pratica ferma da otto anni. Per questo l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, ha lanciato un appello proprio durante la presentazione di Milano scienza Milano mondo, rassegna scientifica di eventi di astronomia, mostre e incontri che fino al 30 giugno invaderà la città. Ma senza poter contare, se non per due giorni, su proiettore e cupola stellata dei Giardini di Porta Venezia, che il 3 chiudono per tutto il mese per far la riparazione dell'impianto d'aria condizionata guasto da settembre. «Ho fatto inserire gli interventi nel Piano tecnico delle opere 2009-2011 ha affermato l'assessore . Certo sarebbe più facile sollecitare questi lavori se potessi contare su un sostegno privato: uno sponsor tecnico che metta una quota accanto a quella dell'amministrazione e in cambio potrebbe avere uno spazio o una forma di riconoscimento nel Planetario». A favore del gioiellino ha parlato anche il filosofo della scienza Giulio Giorello: «E' una vergogna ha detto il filosofo. Quando un malato non lo si cura muore per una colpevole cancellazione delle nostre migliori tradizioni. Milano era una città importantissima per l'astronomia: è una tragedia che succeda questo». E spera che sia la volta buona Fabio Peri, conservatore scientifico del Planetario: «Sono convinto che la volontà ci sia, noi che siamo la seconda causa di scelta di facoltà scientifiche per i ragazzi ci speriamo. Così Milano avrà un planetario pronto per il terzo millennio». Lo statuto del Planetario, redatto dall'editore Ulrico Hoepli che nel 1930 lo donò alla città, lo metterebbe al riparo da eventuali interessi che non siano scientifici. «Non può essere usato per scopi reclamistici o non consoni all'attività scientifica precisa Peri questo lo vincola alla sua vocazione naturale. Il privato deve scommettere sul futuro». Mauro Mariani, direttore del Polo scientifico (Planetario, Acquario, Museo di storia naturale), allarga l'appello alla regione e alla famiglia Hoepli: «E' stato il dono di un grande mecenate, confidiamo nella stessa sensibilità».