Sandrina Bandera è Soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici Direttore della Pinacoteca di Brera Caro Rampello, la tua intervista rilasciata al Giorno il 23 maggio è sicuramente molto utile a richiamare l'attenzione del pubblico sul Palazzo di Brera e sulle istituzioni storiche che in esso hanno sede, e te ne ringrazio. Vorrei solo aggiungere qualche chiarimento. Nella tua intervista metti a nudo varie situazioni che pesano sulla gestione e quindi sull'immagine della Pinacoteca di Brera: i lavori nel cortile d'onore, la mancanza di spazio, la presenza di numerosi, troppi dipinti nei depositi all'interno del museo, l'illuminazione interna... Tu sai bene che si tratta di problemi quasi fisiologici, che il Ministero per i Beni e le Attività culturali sta risolvendo con difficoltà, ma con determinazione. Il Patto per Milano firmato il 24 novembre 2008 anche dal Ministro della Difesa e dal Sindaco di Milano è stato l'atto fondamentale per garantire nuovi spazi all'Accademia, sicuramente più adatti e adeguati al numero degli iscritti e agli insegnamenti. Inoltre a fronte di ci la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia (cioè il ministero per i beni Culturali) ha promosso e già terminato la gara di appalto per il progetto del futuro museo, un progetto che sostanzialmente cambierà il modo di vivere l'intero Palazzo e che ridarà un volto nuovo al quartiere e alla città, quindi non solo un nuovo allestimento, ma servizi per il pubblico, spazi per mostre e per riunioni. Inoltre fin d'ora, nonostante la mancanza di spazio, il Ministero e la Pinacoteca hanno messo a fuoco alcune criticità e hanno previsto una strategia a breve termine per risolverle. Restauro del cortile d'onore: i lavori, finanziati e diretti dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio sono iniziati nel maggio 2008. Essi restituiranno un cortile non solo strutturalmente consolidato, ma rivalorizzato, con il recupero delle tonalità chiare originarie, individuate, al di sotto del generale grigio steso dal Genio Civile all'inizio del Novecento, attraverso campagne di analisi, stratigrafie e ricerche d'archivio e di documentazione iconografica. Il recupero dell'effetto scenografico originario sarà sicuramente notevole, e speriamo che gli studenti dell'Accademia ne abbiano rispetto. Non voglio entrare nel merito degli spazi a disposizione della Pinacoteca, ma nell'articolo pubblicato sul Giorno ho avvertito una velata critica. E' ovvio che tutte le funzioni necessarie alla vita del museo sono costrette in pochissimo spazio, ma sinceramente il ritmo di lavoro è pulsante, anche se non spetta a me affermarlo. Detto tutto ciò, caro Rampello, se da un lato ti ringrazio dell'impegno, ti prego, dai conto non solo del degrado, ma anche degli aspetti positivi e ai progetti che sono già iniziati. Colgo l'occasione per invitare il pubblico a continuare a credere nel museo, a frequentarlo e ad amarlo.