Forse è annegato vicino alla sua capanna. Di certo non è stato sepolto. La mano sinistra stringe il braccio destro, la gamba destra è contratta e quella sinistra che passa sotto l'altra, il corpo tra il battuto della capanna e l'acciottolato antistante: tutto lascia pensare che sia morto all'improvviso, probabilmente travolto da un'alluvione. Tutti dubbi legittimi visto che l'uomo, oggi al centro dell'attenzione di antropologi, archeologi e disegnatori della Sovraintendenza ai beni culturali della Puglia, ha circa seimila anni (appartiene cioè al Neolitico finale) ed è stato ritrovato pochi centimetri sotto l'asfalto a Carbonara, tra via Ponte e via Martinez. Proprio dove, solo pochi giorni fa, sono stati ritrovati quei silos con ossa umane e corna di buoi che hanno indotto la Sovraintendenza a controllare, giornalmente, i lavori di scavo per la ricostruzione della rete fognaria, e proprio dove la scoperta di un battuto di capanna con il relativo muretto in pietra (potrebbe anche essere stata di proprietà dell'uomo ritrovato) aveva indotto gli studiosi a definire la zona «interessante» e, con tutta probabilità, «insediativa». «Abbiamo avuto una conferma della nostra intuizione ammette Francesca Radina, responsabile per la Sovraintendenza dei lavori di scavo tutto fa pensare alla presenza di un vero e proprio insediamento con delle precise usanze cultuali e funerarie. Ora è necessario continuare le ricerche». Quelle che dovrebbero interessare l'intera zona circostante (per questo la Sovraintendenza sta preparando un progetto e intende fare domanda di finanziamenti al ministero dei Beni culturali e alla Regione) e quelli che, nelle stanze dell'Istituto di antropologia di Bari, riguarderanno solo l'uomo ritrovato. «Abbiamo rimosso il cadavere con un materasso di poliuretano espanso che, infilato sotto al terreno, si gonfia e poi si solidifica permettendo di sollevare la zolla di terreno senza muovere le ossa spiegano Michele Sicolo e Alessandro De Marco, entrambi antropologiora però è necessario continuare lo studio dei resti e soprattutto cercare di ricostruire quanto è accaduto». Intanto del ritrovamento si stanno occupando Vito Scattarella, ordinario di antropologia all'Università di Bari e Sandro Sublimi che paragonano lo scheletro di Carbonara a quelli ritrovati a Pompei e ipotizzano la morte accidentale per soffocamento. «Nelle vicinanze ci sono delle lame continua Sicolol'uomo è coperto da un unico livello di terra, la mano sinistra è vicina alla gola, non ci sono fosse o deposizioni e la posizione del cadavere è piuttosto inusuale per una sepoltura. Possiamo ipotizzare che l'uomo sia stato travolto da acqua e terreno quando era ancora nella sua capanna. Ma è chiaro che si tratta ancora di un'ipotesi: la certezza l'avremo solo dopo le dovute indagini».