La protesta. Associazioni e residenti tornano a denunciare il rischio di colate di cemento «Siamo pronti alle vie legali se la politica non ci ascolta» San Siro, con i suoi due ippodromi e le piste da allenamento Trenno e Maura, è uno dei quartieri ippici più antichi è stato realizzato nei primi anni del 1900 dall'architetto Vietti e belli d'Europa, tanto che dal 2004 il Ministero dei Beni Culturali ha apposto un vincolo nei suoi confronti, chiudendo la strada a eventuali speculazioni edilizie su queste aree. Negli ultimi tempi per , oltre ad aver fatto ricorso al Tar contro la decisione del ministero, la Snai (SOcietà nazionale agenzie ippiche) proprietaria del complesso è entrata in trattative con il Comune, allo scopo di variare il piano regolatore dell'area e in nome dell'Expo renderla edificabile. E se a Palazzo Marino c'è chi, come l'assessore al Turismo Massimo Orsatti, ha già chiarito che «gli Ippodromi di San Siro non si toccano!», altri colleghi di giunta sembrano, invece, più interessati all'ipotesi di creare su queste aree la cosiddetta cittadella giudiziaria carcere e palazzo di Giustizia oppure di realizzare al posto dello sta dio del trotto un centro multifunzionale di attrazione per il Meazza e migliaia di nuovi metri quadri di edilizia residenziale al posto delle piste di allenamento. Contro questa ipotesi si batte da anni il cosiddetto «Comitatone» per la salvaguardia degli ippodromi di San Siro, che raccoglie alcune sigle importanti come ilWwf e Italia Nostra, oltre a 12.000 cittadini interessati a salvare gli Ippodromi dalla speculazione. Lo scorso anno, gli ippici presentarono alla Snai un'offerta da 150 milioni di euro messi a disposizione da una finanziaria maltese per l'acquisto di parte dell'area e la sua trasformazione in un parco tematico ippico, senza per aver ricevuto risposta dalla società. Orali «Comitatone» torna alla carica, chiedendo al sindaco Moratti e a tutti i candidati alla poltrona di presidente della Provincia l'area di San Siro è all'interno del Parco Sud di prendere formalmente posizione contro la cementificazione del quartiere ippico. «Radere al suolo gli ippodromi di San Siro vorrebbe dire distruggere uno dei simboli di Milano commenta la portavoce del comitato Silvana Gabusi -. Confidiamo in una soluzione politica della questione, ma se non dovessimo trovare ascolto, siamo pronti a giungere alle vie legali».