Una villa di circa 200 metri quadrati, realizzata abusivamente all'interno del parco urbano di Monte Mario, su demanio comunale, è stata abbattuta ieri dalle ruspe del Campidoglio. Due ordinanze di demolizione, la prima nel 2004, non erano state eseguite L'immobile apparteneva a una società che fa capo a un chirurgo Le ruspe abbattono la villa abusiva Duecento metri quadri di cemento costruiti su un'area di vincolo assoluto GIANNI ALEMANNO: «Un passo verso la legalità» «La lotta all'abusivismo edilizio non solo continua ma è stata rilanciata» All'alba di ieri, un fascio di luci ha illuminato la collina di Monte Mario, erano i fari dei camion e delle ruspe del Campidoglio, mentre tentavano di farsi largo tra la vegetazione, giunte sin lì per abbattere l'ennesimo abuso edilizio. Una villa in cemento armato, quasi terminata di ben 200 metri quadrati, costruita su demanio comunale, in una zona di vincolo assoluto. Ma di chi era questa struttura, che si affacciava su uno dei panorami più belli di Roma? «Della società, in liquidazione, Monte dei Pini che fa capo a un noto chirurgo romano», fanno sapere dal Comune. La villa è stata realizzata abusivamente all'interno del parco, all'altezza di via della Camilluccia 62, nel XVII Municipio. Due le ordinanze di demolizione già emesse in passato alle quali non era stato dato seguito per i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato che avevano per confermato la necessità di abbattimento fino dal 2006. L'avvocatura dello Stato il 30 aprile scorso aveva scritto di «ignorare perché gli uffici non avessero provveduto all'abbattimento dell'opera edile abusiva che così gravemente impatta il territorio nei pressi del parco di Monte Mario e ubicata persino su suolo di proprietà comunale». L'operazione, per la quale è ancora in corso la bonifica dell'area, alla quale ha assistito l'assessore capitolino all'Urbanistica Marco Corsini, è stata condotta dagli agenti della polizia municipale dell'VIII Gruppo, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, responsabile dell'ufficio abusivismo del Comune. Il manufatto, 4 metri di altezza, in cemento armato tamponato, con piazzola verde davanti, copertura in solaio e all'interno materiale edile per costruzione, è stata realizzata tra due ville. Per questa costruzione abusiva era stato chiesto il condono, rigettato. «Un altro passo importante verso il ripristino della legalità», ha detto soddisfatto il sindaco, Gianni Alemanno. «Dopo anni di immobilismo l'Amministrazione ha provveduto finalmente - ha sottolineato il primo cittadino alla demolizione di un manufatto abusivo all'interno del parco di Monte Mario. Questo intervento rappresenta un ulteriore importante azione di salvaguardia ambientale. Come anche l'opposizione può constatare, con l'arrivo di Di Maggio la lotta all'abusivismo edilizio non solo continua ma è stata rilanciata». La settimana scorsa le ruspe del Campidoglio erano entrate già in azione ai piedi dei Castelli, per radere al suolo una villa, circa 300 metri quadrati, già sequestrata tre volte, di proprietà di una famiglia di zingari sinti italiani «Non ci fermeremo qui», ha detto soddisfatto, Corsini. «Chi ha costruito in un luogo come la collina di Monte Mario, su demanio comunale e all'interno di un parco - ha poi aggiunto l'assessore all'urbanistica - dimostra una grande arroganza e confida nell'impunità, un'impunità sulla quale nessuno potrà più contare. Con l'abbattimento di questa villa confermiamo la scelta di rimuovere i manufatti abusivi non limitandoci ad interventi in aree marginali della Capitale, ma colpendo anche nelle zone più centrali della città». Sulla villa pesavano due ordinanze di demolizione: una del 2004, alla quale la proprietà aveva presentato ricorso al Tar che lo aveva rigettato. Nel maggio 2005 il Consiglio di Stato confermava l'ordinanza del Tar. La seconda è del 2006.