La mostra piemontese sul genio comasco - Sono 5 i disegni destinati alla rassegna di Alessandria La potenza di una lampadina rischia di mettere i bastoni tra le ruote a Sant'Elia. Si è posta di traverso la Soprintendenza ai Beni artistici ieri per il prestito di 5 disegni dell'architetto comasco da parte della Pinacoteca di Palazzo Volpi alla città di Alessandria per la imminente mostra "ABCFFuturismo", nel centenario del manifesto marinettiano. Tutto nasce dai lux, 100, dichiarati dal comune piemontese per l'illuminazione dei disegni (pezzi immediatamente precedenti la celebre "Città nuova" di Sant'Elia) da esporre a Palazzo del Monferrato. Troppi, la normativa ne vuole 50. Tanto è bastato a porre il veto e a gettare nello scompiglio Tullio Saccenti e Letizia Casati, ossia lo staff museale dell'assessore alla Cultura di Como, Sergio Gaddi, che aveva promesso i disegni ad Alessandria, dove li attende - insieme con una trentina di pezzi (che smitizzano e al tempo stesso esaltano il visionario architetto) prestati dagli eredi di Sant'Elia, un'apposita sezione curata dalla archistar internazionale Daniel Libeskind, da sempre innamorato del futurista lariano. Ora occorre rimediare all'intoppo burocratico, ma il tempo stringe: la mostra apre il 14 giugno. Ieri Gaddi durante la presentazione dell'evento di Alessandria, detta guarda caso città della luce, si è detto fiducioso. Ma altre nubi erano all'orizzonte: poco dopo la conferenza stampa , sempre al Teatro Franco Parenti sede dell'incontro, Gaddi ha avuto un vivace (eufemisticamente parlando) scambio di opinioni con le pronipoti del maestro lariano, Anna e Gianfranca, sull'omaggio a Sant'Elia previsto da settembre a dicembre a Palazzo Volpi con i disegni del maestro in esso ospitati. «La prossima mostra non sia in Pinacoteca ma a Villa Olmo, nostro zio merita una sede così prestigiosa» hanno detto, ricordando l'esposizione del 1962 sul futurista che ebbe luogo proprio in via Cantoni. Si è così aperta una polemica sulla qualità delle mostre di Villa Olmo: «Non bastano le pullmanate di turisti, occorre sostanza. non basta puntare sui grandi numeri» ha detto Anna Sant'Elia. «I numeri sono qualità, il vostro è un atteggiamento snobistico - ha risposto Gaddi - peraltro Sant'Elia non è Kandinsky, non sarebbe di richiamo per Villa Olmo». Intanto ieri si è saputo che la mostra comasca potrebbe slittare di qualche settimana e iniziare a ottobre, ha detto sempre Gaddi, che domani a Palazzo Volpi inaugurerà la mostra del concorso d'arte per giovani "Como Contemporary Contest". Il budget per Sant'Elia in Pinacoteca, peraltro ha rivelato l'assessore, ancora non è stato definito da Palazzo Cernezzi. «Speriamo nell'anima santa di qualche sponsor» ha detto ieri al Teatro Parenti. Intanto Alessandria gioca la carta Libeskind, folgorato da Sant'Elia a metà anni Ottanta con la mostra itinerante negli Usa sul maestro lariano curata da Guido Ballo. Daniel ha pronta per la mostra una videointervista. E a ottobre poserà la prima pietra di un suo lavoro architettonico concreto da inaugurare nel 2012, nella città della luce. Quella di Volta litiga o sta alla finestra a guardare. Lorenzo Morandotti