L'iniziativa Tavola rotonda sulla difesa del territorio Mirella Barracco e la Fondazione Napoli 99 preparano una nuova mobilitazione. Venticinque anni dopo la formula fortunatissima «adotta un monumento», che dette forma e sostanza a una nuova cultura urbana impensabile per quei tempi e quella disponibilità politica tanto da essere esportata anche all'estero, ieri pomeriggio è partita una nuova crociata in favore del territorio italiano cronicamente ferito a morte: adottiamo il paesaggio. E' l'ultima chiamata: bisogna salvare il salvabile e per farlo, come ha detto il presidente Giorgio Napolitano, è necessario attivare nuove forme di cittadinanza attiva e di partecipazione. Iniziando dal gradino più basso che è quello delle scuole. In Inghilterra l'amore per il landscape - il paesaggio tout court - viene insegnato a scuola e coltivato organizzando viaggi didattici, da noi al più si dà una banalissima definizione che non si discosta molto dalla «veduta» dell'ambiente circostante. Alla tavola rotonda organizzata da Napoli 99 hanno partecipato studiosi e opinion leader che in tutte le sedi hanno denunciato scempi paesaggistici: Salvatore Settis, direttore della «Normale » di Pisa, l'italianista Alberto Asor Rosa che ha fondato i movimenti toscani per la difesa del territorio, i giuristi Paolo Maddalena e Michele Scudiero, l'economista Massimo Marrelli, Francesco Prosperetti, direttore generale per la qualità e la tutela del paesaggio, e, naturalmente, Mirella Barracco. Ha coordinato Francesco Erbani, giornalista di «Repubblica». La discussione è stata molto interessante ed è partita la proposta di un appello che scuota l'inerzia. Non sono mancate le citazioni colte, da quella dello scrittore Galeano secondo cui ogni paese ha il paesaggio che si merita a quella ben più terribile di uno scrittore turco: la nostra vita è condizionata dal confronto con persone che disprezziamo, dai palazzinari del cemento selvaggio ai politici corrotti (ai giornalisti che non denunciano). Agghiaccianti anche alcune cifre sciorinate da Salvatore Settis: negli ultimi dieci anni sono stati costruiti tre milioni e mezzo di appartamenti. E nel decennio 1996-2006 sono stati cementificati 3663 ettari di suoli pari all'estensione del territorio di Lazio e Abruzzo. La Liguria è la regione che ha sguazzato di più in questa storiaccia, ma le altre, Campania compresa, non sono state da meno. La conclusione dello studioso fa accapponare: «Il paesaggio è un malato gravissimo senza medico». La politica, però, continua a mandare segnali discordanti. Nelle ultime ore, ad esempio, si sono succedute due notizie, una buona e una cattiva. La prima è che è stato costituitio l'Osservatorio del paesaggio, anche se non è dato sapere chi lo comporrà e su quali risorse potrà contare. La cattiva notizia è che è stata sciolta la direzione per la qualità e la tutela del paesaggio accorpandola con quella per i beni architettonici e storico- artistici. «Si dà vita ad un nuovo carrozzone ha concluso Settis a tutto danno del paesaggio che resterà il fanalino di coda di tutte le politiche».