ROMA «La Sindone è proprietà dello Stato». I senatori Radicali eletti nel Partito Democrati co, Marco Perduca e Donatella Poretti, hanno presentato ieri un'interrogazione al ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, per sapere, «quali passi intenda compiere, alla luce del parere autorevolmente espresso dal professor Margiotta Broglio, per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato italiano sulla Sindone». Senza per questo «negare in alcun modo sia a credenti e fedeli l possibilità di accesso e di venerazione, sia all'episcopato torinese la possibilità di conservazione e di ostensione della reliquia». I Radicali evidenziano che «in materia costituzionale non esiste l'istituto dell'usucapione; anche 26 anni dopo il passaggio del lenzuolo dai Savoia al Papa, lo Stato Italiano ha tutti i diritti per ribadire la proprietà della Sindone e per intraprendere studi scientifici obiettivi sulle sue origini». Tutto questo «senza privare la Curia torinese e i fedeli della custodia e della venerazione della reliquia». A far esplodere il caso è stato martedì sulla «Stampa» Broglia. Tra i padri della revisione mo studioso dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, negando validità alla cessione della pi celebre icona mondiale al Vaticano («l'atto di donazione di Umberto di Savoia al Papa è giuridicamente nullo. La Sacra Sindone appartiene ancora allo Stato Italiano»). Inbase al terzo comma della tredicesima disposizione transitoria, «i beni esistenti nel territorio nazionale degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi sono avocati allo Stato», spiega Margiotta Broglio. Quindi i «trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946 sono nulli. Ed è appunto il caso di quello che molti «considerano il lenzuolo funerario di Cristo». Secondo la versione corrente e mai contestata da nessuno (come ribatte l'arcivescovo di Torino, Severino Poletto), il Papa è il proprietario della Sindone avendola ricevuta in dono dai Savoia per espresso desiderio testamentario dell'ultimo re d'Italia, Umberto Il, morto nel 1983. L'ultima ostensione concessa dai Savoia in occasione di feste di famiglia avvenne nel 1931, (matrimonio tra Umberto e Maria José), la prima Ostensione televisiva fu quella del 1973. Poi il dono, disposto da Umberto, della reliquia al Papa.