Incontro organizzato lo scorso aprile all'Antisala dei Baroni "Il Piano Casa e diritto urbanistico, aspettative e realtà operative" questo il titolo del convegno formativo che si è tenuto lunedì 27 aprile 2009 presso l'antisala dei Baroni al Maschio Angioino. L'incontro, organizzato con i patrocini del Comune di Napoli e del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, è stato coordinato dall'Avvocato Guido De Maio ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, Avv. Francesco Caia, e dell'Arch. Gerardo Maria Cennamo, tesoriere dell'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia. In rappresentanza dell'ACEN ha partecipato il Vice Presidente con delega al Centro Studi, Ing. Paola Marone, che nel suo intervento ha posto l'attenzione su una serie di problematiche connesse al settore dell'edilizia e della casa quali l'housing sociale e il piano casa regionale. I dati divulgati sono stati elaborati dal funzionario della Referente Edilizia, Territorio e ambiente dell'Associazione, Arch. Barbara Rubertelli. Si riporta di seguito il testo integrale dell'intervento dell'Ing. Paola Marone. Vincenzo Landi Ingegnere Segretario Commissione Beni Culturali Edilizia Paola Marone In questo momento particolare è opportuno sottolineare che, a livello nazionale, esistono almeno tre Piani Casa. A livello regionale (in Campania) se ne individua un altro ed, infine, si paventa anche una iniziativa a livello comunale. Il Governo, sin dalle prime fasi di insediamento, ha lanciato l'iniziativa di un Piano per l'housing sociale individuando una dotazione finanziaria di circa 770 milioni di euro. La dotazione finanziaria del Piano per l'edilizia sociale oggi è ridotta a circa 400 450 milioni di euro. Allo stato attuale, è notizia di alcuni giorni fa, il CIPE ha approvato il piano nazionale per l'edilizia abitativa che sblocca un primo stanziamento di 350 mln di euro. Duecento milioni sono da ripartire tra le regioni per l'edilizia popolare e gli altri 150 sono destinati al sistema integrato di fondi immobiliari per l'incremento della dotazione degli alloggi sociali. "Le quote di questi fondi potranno essere sottoscritte solo da investitori istituzionali di lungo termine". Questa prima assegnazione consentirà di attivare ulteriori risorse pubbliche e del settore non profit".Inoltre, se le regioni, nelle loro Linee guida, dovessero privilegiare politiche di intervento di edilizia sovvenzionata anziché programmi integrati da parte di imprese e cooperative, l'effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico scenderebbe a valori minimi nel confronto dell'investimento privato o dell'attivazione di forme di partenariato pubblico privato. Lo schema di decreto legge riguardante misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica, ecc. (piano famiglia) sino ad ora diffuso, di cui si attende emanazione, delinea nelle ultime stesure una serie di misure con una valenza per il settore delle costruzioni e del relativo indotto, ben inferiori rispetto a quanto a suo tempo annunciato, riducendo al minimo la portata incentivante per il comparto edile. Infatti, la liberalizzazione procedurale per l'esecuzione di alcune opere edili (in particolare la manutenzione straordinaria a condizione che non si intervenga sulle parti strutturali degli edifici) può avere sicuramente effetti positivi sull'attività delle imprese piccole ed artigianali, ma l'abolizione di un qualsiasi titolo abilitativo edilizio rischia anche di ampliare il ricorso ad attività abusive ed a manodopera irregolare Nell'ambito degli interventi relativi alle parti strutturali degli edifici, compresi gli ampliamenti, l'onere della "prova documentale" del rispetto della normativa antisismica a carico del progettista è sicuramente atto necessario e fondamentale, ma è già oggi previsto in molti casi. Sarebbe necessario, per un corretto adeguamento alle norme vigenti nel campo strutturale-tecnologico e gestione del patrimonio edilizio, prevedere la manutenzione programmata, promossa anche da alcuni anni dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. La questione dell'edilizia di sostituzione, affrontata in modo incompleto nell'accordo StatoRegioni del 30 marzo scorso, presente nel decreto legge del piano casa, (demolizione e ricostruzione) potrebbe, invece, rappresentare un'importante occasione di rinnovamento e adeguamento tecnico e funzionale del patrimonio edilizio. Tale eventualità è prevista, salvo diversa decisione regionale, solo per gli edifici ad uso residenziale, mentre, sarebbe opportuno prevedere di estendere l'attività anche agli edifici industriali, turistici e direzionali. Positiva è invece l'introduzione dei principi della perequazione e compensazione al fine di sancire attraverso provvedimenti statali le leggi regionali già emanate. Interessante è il Piano per la costruzione di New Town da realizzarsi sempre in ogni capoluogo di Provincia. Anche per questo nuovo progetto è prevista la collaborazione delle Regioni. Per far fronte ai costi per ora sono stati stanziati 550 mln e altri fondi dovrebbero essere sostenuti dai privati che avranno un ruolo fondamentale, perché i terreni sui quali costruire, qualora non fossero di proprietà dello Stato, saranno espropriati "pagando i proprietari in cubatura". Le nuove abitazioni potranno essere pagate con "mutui a rate mensili pari o addirittura inferiori ai canoni di locazione di mercato vigenti". A tal proposito, in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni, che si sono tenuti a Roma lo scorso 14 maggio, dal palco della Fiera di Roma Berlusconi è tornato a parlare di new town, proprio per chiedere laiuto dei costruttori in questo progetto: «Penso a un nuovo insediamento per ogni capoluogo di provincia - ha spiegato - da realizzare al 50 anche con i capitali privati, con il linguaggio architettonico del luogo». In cambio ai costruttori verrebbe offerto di tenere una parte dei nuovi alloggi destinati ai giovani che vogliono creare una famiglia. Il Piano Casa della Regione Campania, si fonda sulla chiarezza del rapporto pubblicoprivato e sulla trasparenza, attraverso la partecipazione a bandi pubblici. Per sopperire alla mancanza di fondi è stata proposta l'introduzione della "moneta urbanistica", ossia di agevolazioni urbanistiche ai privati in cambio della costruzione di abitazioni in parte in regime sovvenzionato e convenzionato. La moneta urbanistica risulta determinante per garantire l'equilibrio finanziario delle operazioni, garantendo la ridefinizione delle destinazioni d'uso. Il giusto mix nella realizzazione degli interventi residenziali attraverso, una percentuale di edilizia privata, una percentuale di convenzionata e la parte rimanente sovvenzionata, avrà un effetto determinante come risposta alle esigenze di housing sociale e, insieme, di ripresa del ciclo economico dando nuove opportunità al mondo imprenditoriale. D'altra parte il mercato immobiliare campano è poco dinamico presentando uno squilibrio cronico tra domanda e offerta. Infatti, nel confrontato con altre realtà urbane Napoli, terza concentrazione urbana a livello nazionale per numero di popolazione residente, presenta un numero di transazioni immobiliari, in valore assoluto, nettamente inferiore a Roma, Milano e Torino e di poco superiore a Genova. I dati relativi al numero di transazioni residenziali registrate nel I sem. 2008, elaborati dall'OMI, confrontati con il I Sem 2007, rivelano andamenti in flessione per tutte le principali città italiane e confermano l'asfitticità del mercato partenopeo, anche per la scarsa immissione di nuovi prodotti edilizi sul mercato 'libero',e per il lento avvio del PUC. Inoltre, a livello campano, si registra la saturazione delle potenzialità edificatorie dei PUC dei comuni.