ROMA «La Sindone è proprietà dello Stato». I senatori Radicali eletti nel Partito Democratico, Marco Perduca e Donatella Poretti, hanno presentato ieri un'interrogazione al ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, per sapere, «quali passi intenda compiere, alla luce del parere autorevolmente espresso dal professor Margiotta Broglio, per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato italiano sulla Sindone». Senza per questo «negare in alcun modo sia a credenti e fedeli la possibilità di accesso e di venerazione, sia all'episcopato torinese la possibilità di conservazione e di ostensione della reliquia». I Radicali evidenziano che «in materia costituzionale non esiste l'istituto dell'usucapione; anche 26 anni dopo il passaggio del lenzuolo dai Savoia al Papa, lo Stato Italiano ha tutti i diritti per ribadire la proprietà della Sindone e per intraprendere studi scientifici obiettivi sulle sue origini». Tutto questo «senza privare la Curia torinese e i fedeli della custodia e della venerazione della reliquia». A far esplodere il caso è stato martedì sulla «Stampa» Broglia. rri ra i padri della revisione del Concordato del t 1984 e massimo studioso dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, negando validità alla cessione della pi celebre icona mondiale al Vaticano («l'atto di donazione di Umberto di Savoia al Papa è giuridicamente nullo. La Sacra Sindone appartiene ancora allo Stato Italiano»). In base al terzo comma della tredicesima disposizione transitoria, «i beni esistenti nel territorio nazionale degli ex re di casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi sono avocati allo Stato», spiega Margiotta Broglio. Quindi i «trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946 sono nulli. Ed è appunto il caso di quello che molti considerano il lenzuolo funerario di Cristo». Secondo la versione corrente e mai contestata da nessuno (come ribatte l'arcivescovo di Torino, Severino Poletto), il Papa è il proprietario della Sindone avendola ricevuta in dono dai Savoia per espresso desiderio testamentario dell'ultimo re d'Italia, Umberto TI, morto nel 1983. L'ultima ostensione concessa dai Savoia in occasione di feste di famiglia avvenne nel 1931, (matrimonio tra Umberto e Maria José), la prima Ostensione televisiva fu quella del 1973. Poi il dono, disposto da Umberto, della reliquia al Papa. «Divenuta l'Italia una Repubblica, dal 2 giugno 1946 ogni passaggio dai Savoia ad altri soggetti non ha valore giuridico, quindi la Sindone resta dello Stato italiano», sostiene Margiotta Broglio. I Savoia richiesero ed ottennero nel 1502 dal Papa il riconoscimento di una festa liturgica particolare per la quale fu scelto il 4 maggio. 114 dicembre 1532, un incendio devast la «Sainte-Chapelle» e caus al sacro lenzuolo gravi danni. Emanuele Filiberto trasferì definitivamente la Sindone a Torino il 14 settembre 1578. La Sindone rest , da quel momento, definitivamente a Torino. Ora la parola passa al ministro Bondi.
TORINO - La proprietà della Sindone finisce in Parlamento
I senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti hanno presentato un'interrogazione al ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, per sapere quali passi intenda compiere per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato italiano sulla Sindone. I Radicali sostengono che la Sindone appartiene allo Stato italiano e che il passaggio del lenzuolo dai Savoia al Papa nel 1983 non ha valore giuridico. Il professor Margiotta Broglio ha espresso un parere autorevole secondo il quale la Sindone appartiene allo Stato italiano.
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