Sono passati 36 anni da quando lUniversità approvò il primo stralcio di lavori per la sistemazione interna e arredamento dello Steri come sede del rettorato. Il progetto - affidato a Roberto Calandra, titolare della cattedra di Restauro ad Architettura, e a una piccola équipe da lui formata (Nino Vicari, Camillo Filangeri) con la consulenza di Carlo Scarpa - mise fine alle polemiche sulla conduzione dei lavori e sui criteri stilistici adottati fino a quel momento dalla Soprintendenza. La costruzione del progetto, laccurata scelta e lutilizzo dei diversi materiali (legno, pietra, ferro, intonaco), il disegno puntuale di tutti gli elementi e la scelta degli arredi, ogni cosa era pensata e studiata in relazione al monumento ed al suo futuro utilizzo. «Il progetto - scriveva Calandra - ha ricercato nel dettaglio architettonico le soluzioni che sono sembrate più congrue (per materia e per disegno) alle preesistenze, ma che nel contempo avessero moderna autonomia di linguaggio perseguendo sempre lobbiettivo di consentire la lettura dei nuovi interventi, distinti dalle parti autentiche, e quindi mai impiegando limitazione stilistica». Il 31 ottobre 1998 veniva consegnato alla città un gioiello architettonico recuperato nella sua originale spazialità interna e nella cubica massa esterna.
SICILIA - Palazzo Steri il progetto di restauro è stato tradito
Sono passati 36 anni da quando lUniversità approvò il primo stralcio di lavori per la sistemazione interna e arredamento dello Steri come sede del rettorato. Il progetto - affidato a Roberto Calandra, titolare della cattedra di Restauro ad Architettura, e a una piccola équipe da lui formata (Nino Vicari, Camillo Filangeri) con la consulenza di Carlo Scarpa - mise fine alle polemiche sulla conduzione dei lavori e sui criteri stilistici adottati fino a quel momento dalla Soprintendenza. La costruzione del progetto, laccurata scelta e lutilizzo dei diversi materiali (legno, pietra, ferro, intonaco), il disegno puntuale di tutti gli elementi e la scelta degli arredi, ogni cosa era pensata e studiata in relazione al monumento ed al suo futuro utilizzo. Il progetto - scriveva Calandra - ha ricercato nel dettaglio architettonico le soluzioni che sono sembrate più congrue (per materia e per disegno) alle preesistenze, ma che nel contempo avessero moderna autonomia di linguaggio perseguendo sempre lobbiettivo di consentire la lettura dei nuovi interventi, distinti dalle parti autentiche, e quindi mai impiegando limitazione stilistica. Il 31 ottobre 1998 veniva consegnato alla città un gioiello architettonico recuperato nella sua originale spazialità interna e nella cubica massa esterna.
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