ROMA Prosegue fra gli ostacoli il cammino del regolamento di riorganizzazione del ministero dei Beni culturali. Prima ci sono stati i rilievi del Consiglio di Stato che ha costretto il ministero a rivedere parzialmente il testo ora è la volta del Parlamento. Ieri la Camera ha dato il via libera al decreto, ma in commissione Cultura la stessa maggioranza ha criticato la riforma. In particolare, il relatore Fabio Granata (Pdl) si è dimesso per non essere costretto a votare contro. Contestati l'accorpamento della direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanea con quella per i beni architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici (nascerà la Parc: direzione generale per le belle arti, il paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanea). Considerata la peculiarità del paesaggio, l'accorpamento aveva spiegato Granata al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, la settimana scorsa è da rivedere, così da «mantenere due direzioni generali specifiche e autonome». L'accordo, invece, non c'è stato e ieri si è registrata la frattura. Già il Senato dove la commissione Cultura si è pronunciata la settimana scorsa con un parere articolato aveva sottolineato «le funzioni indubbiamente eterogenee» della Parc. La nuova direzione generale non è l'unica a essere stata oggetto di rilievi. Nel mirino anche la neonata direzione per la valorizzazione alla cui guida Bondi ha già chiamato il manager Mario Resca che andrebbe a sovrapporsi alle competenze degli altri direttorie indebolirebbe gli obiettivi di tutela del patrimonio.
Maggioranza divisa sul nuovo ministero
Il regolamento di riorganizzazione del ministero dei Beni culturali è in discussione. Il Consiglio di Stato ha richiesto revisioni parziali al testo, e ora è la volta del Parlamento. La Camera ha dato il via libera al decreto, ma la commissione Cultura ha criticato la riforma. Il relatore Fabio Granata si è dimesso per non votare contro. La riforma prevede l'accorpamento della direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanea con quella per i beni architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici.
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