Il concorso Il sito casertano ha stravinto. Il sovrintendente Guglielmo: «Va mantenuto alto il prestigio del sito» Il voto di una commissione di sette esperti Il più bel parco d'Italia: ci voleva proprio questa bella notizia per risollevare l'immagine della Reggia (dopo le recenti critiche) e il morale dei casertani. Il riconoscimento attribuito al parco vanvitelliano (che si è aggiudicato il primo posto al Concorso dei parchi più belli d'Italia sbaragliando concorrenti del calibro di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, Villa Lante a Bagnaia, Villa San Michele ad Anacapri, il Giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi), da una giuria di sette esperti che hanno il patrocinio del ministero dei Beni culturali e del Fai, è stato accolto con soddisfazione in Soprintendenza. Un riconoscimento che premia, in fondo, la lungimiranza e il gusto di chi lo volle (da Carlo di Borbone, al suo successore Ferdinando, alla di lui consorte Maria Carolina) e il genio e le capacità di chi lo realizzò (da Luigi Vanvitelli, a suo figlio Carlo, al giardiniere John Andrew Graefer) mentre costituisce una sfida per chi oggi ne ha la gestione. «Non c'è dubbio che questo premio costituisce, da un lato, un importante riconoscimento per quanti si impegnano per la cura del parco e per la sua divulgazione, dall'altro un'attribuzione di responsabilità per la Soprintendenza, che deve mantenere alto il prestigio del parco, e per il Ministero, che deve prevedere risorse finanziarie adeguate alla manutenzione di un tale gioiello» dice il Soprintendente Enrico Guglielmo. Già inserito, con l'intero complesso monumentale, dal 1997 nella World heritage list dell'Unesco, il parco della Reggia rappresenta un luogo di eccezionale bellezza e interesse. «A Caserta, forse unico caso in Italia spiega Francesco Canestrini, architetto curatore del parco si confrontano a poca distanza la tradizione del giardino all'italiana, ricco di statue e fontane, e la composizione più libera del giardino all'inglese ispirata alla bellezza della natura». La maestosità e la bellezza del luogo, con l'apparato iconografico delle fontane, i boschetti, le nicchie vegetali decorate da statue in marmo, la Castelluccia, la Peschiera, il gruppo scultoreo del Bagno di Diana, affascinò, sin dalla sua realizzazione, visitatori e viaggiatori illustri, da Goethe a Montale. Protagonista assoluta dei giardini della Reggia è la grande «strada-fiume» che, alimentata dalle acque provenienti dall'acquedotto Carolino, sgorga da una grotta artificiale, precipita con un salto di settanta metri, tra scogli e pietre artificiali, e, si collega idealmente all'antica capitale del regno, Napoli. A lato della fontana di Diana, per volere di Maria Carolina, Carlo Vanvitelli ed il giardiniere inglese Graefer realizzarono il primo grande giardino di paesaggio in Italia. Su di una superficie di 24 ettari, furono realizzati imponenti lavori per dar vita a colline, radure, laghetti e canali, e messe a dimora nuove piante provenienti da ogni parte del mondo. Tra tutti l'ambiente più suggestivo e ricco di spunti pittoreschi è il Bagno di Venere, contornato da un bosco di allori, lecci che nascondono un ninfeo all'antica arricchito da sculture romane provenienti dalla collezione Farnese. Tra gli esemplari di piante rare, quella che si tramanda sia la prima pianta di camelia, la Camellia japonica, arrivata in Europa per volontà di Maria Carolina. Questo l'illustre passato. Ma nei secoli il parco della Reggia ha subito un profondo mutamento, trasformandosi da «giardino del principe» e luogo di svago per la corte, in parco pubblico con i problemi di gestione connessi alla moderna fruizione di un giardino storico aperto a grandi masse di visitatori. «Buona parte dei problemi di degrado e di alterazione dei connotati originari dipendono, afferma Canestrini proprio da questa diversa destinazione d'uso. Da qui la necessità di adeguare continuamente i programmi di manutenzione. Molti gli interventi realizzati anche con i fondi europei, peraltro sempre insufficienti vista la complessità del luogo, che ci hanno consentito di recuperare la Scuola Botanica, le serre borboniche e il teatro all'aperto dell'Aperia, spazi nei quali si progetta di ospitare un museo, la Direzione e una scuola per giardinieri».
CASERTA Il parco della Reggia è il più bello d'Italia
Il parco della Reggia di Caserta, riconosciuto come il più bel parco d'Italia, ha ricevuto un riconoscimento da una giuria di sette esperti che ha il patrocinio del ministero dei Beni culturali e del Fai. Il riconoscimento è stato accolto con soddisfazione dalla Soprintendenza e costituisce un importante riconoscimento per quanti si impegnano per la cura del parco e per la sua divulgazione. Il parco rappresenta un luogo di eccezionale bellezza e interesse, con una composizione unica che combina la tradizione del giardino all'italiana e la composizione più libera del giardino all'inglese.
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