Lemergenza rifiuti si fa ancora sentire. Le temperature record allarmano i Comuni dove la raccolta comincia ad andare in crisi, quelli a nord di Napoli, Marano, Giugliano e Quarto, e a sud, come Ercolano. E poi ci sono le arterie di collegamento tra Napoli e la sua area metropolitana, e i paesi vesuviani: le strade statali dove cittadini senza coscienza, per liberarsi dei rifiuti che stagnano sotto casa, trasformano in sversatoi a cielo aperto. A Ercolano la raccolta differenziata ha una battuta darresto dopo il dato di oltre 50 per cento raggiunto in aprile. «Bisogna riaccendere la fiammella delledilizia per riavviare lo sviluppo economico nella nostra regione». Poche parole sintetizzano un clima politico. Quelle che ha pronunciato qualche giorno fa il presidente della Sardegna, Ugo Cappellacci, disegnano lo scenario del presente e del prossimo futuro. In Sardegna si chiude la stagione di un rigoroso controllo dellespansione edilizia e si apre quella di una riscossa del cemento. Il piano paesaggistico di Renato Soru era considerato il baluardo a difesa di un paesaggio costiero violentato da un tappeto di villette e di villaggi turistici. E la base di partenza per uno sviluppo non segnato dallo spreco di suolo. Ma alle elezioni regionali di febbraio, in 67 dei 72 Comuni sardi affacciati sul mare ha vinto il centrodestra: si è valutato che è meglio lutile a breve assicurato dal tirar su case usate un mese lanno, anziché la risorsa che garantisce a lungo termine la stessa economia turistica.
Ercolano, per entrare negli Scavi si passa sui sacchetti
La crisi della raccolta dei rifiuti è ancora sentita in molte città, in particolare a nord di Napoli e a sud, come Ercolano. La raccolta differenziata è in crisi, con dati che mostrano un aumento del 50% a Ercolano. La situazione è aggravata dalle strade statali dove i cittadini trasformano i rifiuti in sversamenti a cielo aperto. La Sardegna sta chiudendo la stagione di controllo dell'espansione edilizia e si apre a uno sviluppo non segnato dallo spreco di suolo. Le elezioni regionali hanno visto il centrodestra vincere in 67 dei 72 Comuni sardi, con un piano paesaggistico che mirava a proteggere il paesaggio costiero.
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