Come ben sappiamo, l'Italia può vantare uno dei patrimoni artistici più ricchi e prestigiosi del mondo, così come un paesaggio che ha spinto grandi scrittori stranieri a definirci il «Belpaese» per antonomasia. Purtroppo però, a tutela di entrambi non avevamo mai saputo darci un sistema di leggi organiche, sistematiche, complete all'altezza del diffìcile compito di conservare, valorizzare, gestire al meglio simili tesori. Da oggi, invece, l'abbiamo. Perché proprio oggi entra in vigore il primo Codice dei beni culturali e del paesaggio nella storia italiana. Che rappresenta per ciò stesso anche una sorta di «carta costituzionale», rivolta a conseguire molteplici obiettivi d'interesse generale. Il primo l'abbiamo implicitamente già detto: sostituire, con poche norme chiare e coerenti, una piccola montagna di leggi e regolamenti, in parte resi ormai obsoleti dagli anni e in parte privi per il modo e i tempi in cui sono stati successivamente concepiti della necessaria sistematicità. Un solo esempio per tutti: aver finalmente ricompreso il paesaggio fra i beni culturali del Paese, in modo tale da poterlo tutelare unitariamente alla tutela delle città storiche che tanto ammiriamo. Ma, accanto a questo, gli obiettivi del Codice sono molti altri. Favorire la migliore collaborazione fra i vari «governi territoriali»: Stato, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, troppo spesso paralizzati fra loro da interminabili diatribe sulle rispettive competenze. Promuovere un analogo spirito di cooperazione fra pubblico e privati, così come fra Stato e Chiesa nella tutela dei beni, senza distinzioni basate sui titoli di proprietà. Attivare il massimo interesse di tutti i cittadini netta difesa e nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale, così come degli innumerevoli patrimoni regionali e locali. Il criterio scelto permette di modificare e migliorare la norme in pochi mesi. Con queste e con simili finalità, attraverso il nuovo Codice vengono quindi introdotte alcune fondamentali innovazioni: la creazione di un apposito Demanio dei Beni culturali (oggi inesistente); la progressiva privatizzazione di tutti quei beni demaniali che invece risultano privi di qualsiasi interesse culturale (ho detto privi, sia ben chiaro una volta per tutte); il riconoscimento che ogni futura pianificazione urbanistica (nuovi quartieri, nuove periferie, nuove città) dovrà d'ora in avanti e contrariamente a quanto è invece avvenuto purtroppo nel passato risultare pienamente compatibile con il rispetto rigoroso del nostro paesaggio e, quindi, con tutte le necessarie esigenze della sua salvaguardia. Come spesso accade in Italia, anche in coincidenza dell'entrata in vigore di questa nuova legge, sono fiorite molteplici polemiche di ogni tipo. Credo non si debba dare molta importanza a quelle e sono la gran partepalesemente generate da una conoscenza insufficiente delle norme o soltanto figlie del clima preelettorale che stiamo vivendo. Ma tengo invece a precisare che, per tutte le critiche che si manifesteranno ben fondate, questa legge possiede una sorta di insolito antidoto incorporato: è stata infatti approvata con un metodo tale da poter essere modificabile e perciò migliorabile nell'arco di pochi mesi. Come particolarità vale proprio la pena di essere sottolineata, perché non è sempre facile incontrare leggi che siano tanto «intelligenti», da poter mettere rapidamente a frutto l'esperienza sul campo, potendosi così emendare in tutta fretta e al meglio. Per gli eventuali critici, che sapranno disporre di argomenti veramente validi, le porte sono e restano quindi totalmente spalancate. Nel solo ed esclusivo interesse del «buon governo» della cosa pubblica e dei suoi più autentici tesori.
Corriere della Sera
1 Maggio 2004
NUOVO CODICE: parla il ministro Urbani
GI
Giuliano Urbani
Corriere della Sera
Il primo Codice dei beni culturali e del paesaggio in Italia entra in vigore. Questo codice rappresenta una sorta di carta costituzionale per la tutela del patrimonio artistico e del paesaggio italiano. Il codice sostituisce una piccola montagna di leggi e regolamenti in parte ormai obsoleti e in parte privi di sistematicità. Il codice ha diversi obiettivi, tra cui favorire la collaborazione tra governi territoriali, promuovere la cooperazione tra pubblico e privati, e attivare l'interesse di tutti i cittadini nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
il Sole 24 Ore · 31 Ott 2002
Bella Italia non è in vendita, la stiamo valorizzando per tutti
Il Mattino · 9 Apr 2003
Ora una legge più dura
Corriere della Sera · 3 Dic 2003
Silenzio-assenso? Nessun rischio. Noi non svendiamo il patrimonio
Italia Oggi · 22 Gen 2004
Per il paesaggio una rivoluzione copernicana
Corriere della Sera · 24 Gen 2004
Beni culturali, il nuovo codice aumenta i vincoli
il Sole 24 Ore · 28 Mar 2004
Critiche ingiuste: ecco il bilancio del Ministero
la Repubblica · 29 Apr 2004
NUOVO CODICE: Non venderemo niente che abbia valore storico e artistico
il Sole 24 Ore · 18 Lug 2004
Più spazio alle Fondazioni nella cultura
Giornale della Toscana · 7 Set 2004
L'intervento. Il gigante e il nuovo mecenatismo
La Nazione · 16 Ott 2004
Scavi eccezionali, no a Isozaki
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 13 Giu 2002
La bella Italia che si mette in vendita
La Stampa · 14 Giu 2002
Squilibri significativi nei conti pubblici dell'Italia
ANSA · 24 Lug 2002
Restauri: Poli Bortone (AN) a ministri, si riduca IVA
il manifesto · 16 Giu 2002
Ciampi: quei beni sono di tutti
la Repubblica · 29 Mag 2002
Monumenti in vendita? Allarme per Un decreto legge in discussione al senato
www.pierluigimantini.it · 31 Mag 2002
Le politiche delle infrastrutture nel primo anno del secondo governo Berlusconi
Panorama · 17 Giu 2002
Non si vende niente Tesori dello Stato ai privati? L'operazione del governo firmata da Ciampi lo esclude. Ecco come funziona
Corriere della Sera · 17 Giu 2002
Ora il rischio è che si svendano edifici simbolo dell' Italia minore E' in pericolo quel tessuto irripetibile che nei secoli ha disegnato la nostra identità
la Repubblica · 15 Ago 2002
L'Ulivo annuncia il referendum sulla cessione. Contrario anche il forzista Roberto Caputo Galleria, destra spaccata
www.google.it · 17 Giu 2002
Convertito in legge il decreto che istituisce la Spa patrimonio e infrastrutture Legge pubblicata su Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2002, n. 139. In vigore dal 16 giugno 2002
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: E' divorzio tra Sgarbi e il governo Licenziato il sottosegretario ai Beni culturali
www.artonline.it · 21 Giu 2002
Attualità: Per i beni culturali Sgarbi e Urbani separati in casa Le associazioni ambientaliste: Ciampi non firmi il decreto taglia-deficit
Famiglia Cristiana · 23 Giu 2002
Tremonti? Robin Hood all'incontrario Economia. La riforma vista dall'Ulivo: parla Vincenzo Visco
il manifesto · 26 Giu 2002
Gli astuti vandali liberisti
Il Giornale dell'Arte · 31 Ago 2002
L'arte usata
la Repubblica · 29 Giu 2002
Un pericoloso emendamento al decreto Tremonti. I beni? Il ministro li affitta
ANSA · 27 Set 2002
Beni Cultuali: Associazioni: siluramenti politici
ANSA · 29 Set 2002
Finanziaria: le misure, dal calo Irpef ai tagli di spesa
il manifesto · 1 Ott 2002
Una manovra di tagli e condoni
ANSA · 3 Lug 2002
Dopo Berlusconi, arriva la controlettera degli ambientalisti