(regioni.it) E' stato pubblicato sul quotidianio "Italia Oggi" un intervento di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, in merito al provvedimento di semplificazione per il rilancio dell'edilizia: "Ho letto con interesse [...] l'editoriale che Pierluigi Magnaschi ha dedicato al Piano per il rilancio dell'edilizia. Vorrei, in premessa, precisare che non c'è da parte delle Regioni alcuna voglia di "frenare" i provvedimenti legati ad un accordo che abbiamo contribuito a definire.Le proposte che abbiamo fatto al Governo per i successivi decreti di semplificazione sono state adottate dalla Conferenza delle Regioni in modo unitario e stiamo attendendo le necessarie risposte dall'esecutivo. Le Regioni, per prima la Toscana, stanno già lavorando per il varo delle leggi regionali che concretizzano l'accordo Stato-Regioni e che mi auguro contribuiscano alla tutela della qualità urbana, senza dannosi automatismi sul cambio di destinazione d'uso, tutelando centri storici, beni paesaggistici e sicurezza da un uso incontrollato dell'aumento delle cubature. E per quello che riguarda l'Emilia-Romagna la proposta è in fase avanzata e all'attenzione della competente Commissione consiliare. Mi preme però puntualizzare meglio alcuni aspetti che hanno caratterizzato la dialettica Governo-Regioni e che meritano di essere approfonditi Dopo il terremoto a L'Aquila si è detto che era giunto il momento di voltare pagina rispetto alla speculazione edilizia e si è in più sedi insistito sul rispetto delle norme antisismiche. Tutti concordi. Poi, però, quelle esigenze andavano mitigandosi, confuse da una certa retorica e da annunci estemporanei. Ci aspetta invece un lavoro non facile: dobbiamo ripensare le nostre città in termini di vivibilità, sicurezza e qualità urbana. L'obiettivo non è irraggiungibile: si può fare se siamo coerenti e facciamo scelte coraggiose e impegnative. Con questa consapevolezza le Regioni sono intervenute in positivo sul Piano Casa - cambiando nel profondo l'impostazione iniziale del provvedimento - concepito "in deroga" alla legislazione nazionale e regionale. E ora contribuiranno con le loro leggi a realizzarlo. Adesso stiamo lavorando per un testo condiviso di "provvedimenti per la semplificazione" legati a quel piano. Governo e Regioni sono oggi però di fronte ad un bivio. Da un lato una strada che modifica e migliora qualcosa ma lascia inalterato il quadro della "disattenzione edilizia" che caratterizza tante parti d'Italia. Dall'altro un percorso più ambizioso per promuovere la cultura della prevenzione antisismica, in un paese dal delicato equilibrio territoriale. Penso sia una occasione da cogliere. Prima di tutto dando vita ad un Piano pubblico per adeguare scuole, ospedali, edifici pubblici. Poi promuovendo sgravi fiscali (le Regioni hanno proposto il 55) per tutti quei privati che intervengono sulla propria abitazione in chiave antisismica, magari partendo dalle zone ad alto rischio. Rispondendo così in parte anche alla crisi economica, favorendo l'occupazione e l'edilizia. Insomma, dobbiamo partire adesso per non fermarci più. Non possiamo attendere il prossimo dramma, ma dobbiamo promuovere oggi la prevenzione. Dalle Regioni viene dunque uno stimolo positivo: nessun blocco e nessun "no"." (red27.05.09) Cipe: Lombardo e Galan critici (regioni.it) "Berlusconi? Aveva siglato un patto con me, si era impegnato a colmare il divario fra Nord e Sud. Non mi sembra che sinora l'abbia onorato". Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia, accusa il premier di non aver mantenuto le promesse nei confronti dell'isola: "Non mi sembra che, dirottando sull'Ici le risorse destinate alle infrastrutture nel Meridione o tenendo bloccati i 4 miliardi di fondi Fas che spettano alla Sicilia, l'abbia onorato. E il Ponte sullo Stretto rimane un miraggio. Beh, non si vive di miraggi". Lombardo, in un'intervista a "la Repubblica", rivendica la politica della sua presidenza: "Io in quest'anno di governo ho portato avanti alcuni provvedimenti importanti come la riforma della sanita' e un piano energetico che ha ricevuto il plauso di Rifkin. E ho avuto contro, nella maggioranza, conservatori e ascari".E ora? "Il mio programma e' li', chi ci sta deve sottoscriverlo moralmente e dare garanzie. No, non ho paura di fare un governo di minoranza". Critico anche il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan: "Cosa fanno i nostri ministri? Solo io so convincere Berlusconi? Pretendo con il massimo della durezza dal governo la revisione della delibera del Cipe". Galan si unisce alle proteste espresse ieri dal presidente di Confindustria Veneto per l'esclusione decisa dal Cipe dei finanziamenti del tratto della Tav Brescia-Verona-Padova e al prolungamento fino a Trieste, a favore della Napoli-Bari. "Non ho certo paura di fare della battaglie - dichiara Galan sulle pagine del Gazzettino - L'ho fatta per impedire l'estrazione di gas nell'alto Adriatico e non ho paura di mettermi contro il governo se sbaglia. L'alta velocita' a Nordest non e' mica nell'interesse dei soli veneti: le merci attraversano l'Europa, o pensate che si vendano tra Bari e Napoli?". Galan intende rivolgersi direttamente a Berlusconi: "Finora da lui ho ottenuto tutte le cose che gli ho chiesto. Gli altri che fanno?", chiede il presidente della Regione Veneto, che sottolinea: "Adesso abbiamo tre ministri al governo: ebbene, dico che qui non e' questione di competenze. Ogni venerdi' sono li' al Consiglio dei ministri... La questione deve essere risolta da tutti i ministri e da una forza politica determinante che evidentemente non fa quel che dovrebbe". (red27.05.09)