MERCOLEDÌ, 27 MAGGIO 2009 IL TIRRENO No al Piano Casa, no alla legge regionale sull'edilizia, no ai piani di sviluppo strutturale della nostra Costa, no ai porti turistici, insomma "no" al fare. Leggendo le cronache e i corsivi via via pubblicati dal "Tirreno", si apprende della nascita del Partito del Cemento, il cui unico scopo sarebbe quello, appunto, di cementificare tutto - Costa, paesaggio, siti di interesse ambientalistico - insomma di deturpare la cosiddetta Toscana Felix (anche se non si sa bene felice di che cosa!). Queste periodiche e ripetute incursioni, che spesso hanno cadenza stagionale, confermano in maniera preoccupante che non si ha l'effettiva percezione del cataclisma economico e occupazionale che si è abbattuto sui nostri territori. Forse sarebbero maturi i tempi per smetterla di proseguire la periodica caccia alle streghe e di contrapporre presunti buoni a presunti cattivi; imprenditori senza scrupoli, politici distratti, intellettuali o presunti tali, professori universitari, ambientalisti integerrimi paladini senza macchia di una conservazione dell'esistente, che si battono contro barbari che mettono a soqquadro il territorio, distruggendo storia e paesaggio, invece che con il fuoco, con il cemento pervasivo come una forza radioattiva, come lo ha voluto definire uno di questi paladini. Converrebbe fermarsi a riflettere, per costruire uno sviluppo, sostenibile per delineare un futuro per le prossime generazioni, e creare ricchezza culturale e materiale, delineare valori, rafforzare la nostra identità e il senso di appartenenza, governare il cambiamento e non auspicare uno sterile immobilismo, indirizzato desolatamente soltanto a conservare l'esistente. Al contrario, da settimane stiamo assistendo a un guazzabuglio di polemiche che, indifferentemente, investono le case sulla collina di San Vincenzo, i nuovi porti turistici di Marina di Cecina, di Cala de' Medici a Rosignano e altro ancora. Criticare progetti per i quali la Regione ha espresso parere positivo sulla valutazione di impatto ambientale e paesaggistico, significa fingere di non comprendere che investimenti di tale portata costituiscono un volano per la ripresa economica del territorio e del turismo, portando un incremento dell'occupazione. Stupisce, in un periodo di crisi planetaria, la disinvoltura con cui si salta di netto qualsiasi considerazione economica e occupazionale, quasi che il primato regionale per le ore di cassa integrazione che tristemente vanta la provincia di Livorno fosse una variabile del tutto indipendente rispetto alle attenzioni per la falesia, la flora e fauna mediterranea. Se il porto di Rosignano non ha corrisposto alle aspettative, chiediamoci anche per quale motivo, e si cerchi di promuovere un sistema turistico sul territorio, oggi del tutto assente, con uno sforzo comune, fatto di analisi, approfondimenti, studi di marketing. Anche intellettualmente parlando, non buttiamo disinvoltamente alle ortiche un risultato di progettazioni ed attività durate oltre diciott'anni! Per molti è un'occasione di lavoro, il Porto di Cala de' Medici, per esempio, occupa oltre 70 dipendenti, e circa 20 stagionali, con molti service esterni, cantieri che hanno trovato il necessario sbocco al mare, una cinquantina di fornitori, corsi di formazione professionale, sede di un master universitario, luogo di incontro, di eventi, presentazione di libri, con una ventina di negozi, senza contare che nel Porto è stata aperta, sin dall'inizio, anche una libreria, l'unica sul territorio di Rosignano. Giustamente gli amministratori locali fanno notare che il mancato aumento dei valori immobiliari non può essere preso come parametro della ricaduta economica sul territorio, ed oltre tutto è fortemente contraddittorio con quanto asserito sulla bolla speculativa. In una fase di crisi epocale come quella che stiamo attraversando, sarebbe auspicabile che per una volta le controversie parapolitiche lasciassero il passo a comportamenti coerenti e utili per le sorti dell'economia, delle aziende e dei lavoratori, dimostrando senso di responsabilità e voglia di contribuire concretamente al rilancio del territorio. presidente di Confindustria di Livorno