La più importante rivista scientifica pubblica oggi un servizio sul rischio vulcanico nellarea occidentale di Napoli. Teatro dello scontro tra Dei e Giganti nei millenni Per Goethe la Campania era "la regione più meravigliosa del mondo". Per i vulcanologi è una miniera doro dellosservazione scientifica. Per chi la abita è lincubo rimosso, il demone che non vuoi affrontare. Perché è meglio non soffermarsi su quanto gli scienziati vanno ripetendo: «Questa è una delle aree a maggior rischio vulcanico al mondo». Benvenuti nei Campi Flegrei. In quel territorio dal passato mostruosamente mitologico (teatro dello scontro tra Dei e Giganti) e dal futuro, nonostante i progetti, quanto mai incerto. Quel territorio che da Nisida si spinge a Nord, lungo la Domiziana. Un susseguirsi ininterrotto di emergenze ambientali e archeologiche (anche quando si tratta dellarcheologia industriale di Bagnoli) alle quali il National Geographic dedica un lungo servizio nel numero da oggi in edicola. Un servizio giornalistico e scientifico che invita a visitare ogni pietra di quella terra, ma che lancia, ancora una volta, lallarme. Attraverso le parole del vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo: «Lattività vulcanica dei Campi Flegrei non si è mai interrotta: ne registriamo segnali praticamente ogni giorno». «Questa - prosegue lo studioso - è una delle aree a maggior rischio vulcanico al mondo. Qui, 40 mila anni fa, è avvenuta una supereruzione, la più grande nella storia del Mediterraneo. Da allora, nel periodo più recente, se ne sono succedute almeno 60, e tutte a carattere esplosivo. Non siamo in grado di dire quando avverrà la prossima, ma al 95 per cento sarà di questo tipo. E il rischio non riguarda solo larea dei Campi Flegrei, ma anche Napoli». Se ne parla poco, ma la Protezione civile afferma che «stiamo lavorando a una strategia gemella a quella del Vesuvio, con lindividuazione di una zona rossa che comprende anche parte dei quartieri occidentali di Napoli». Se ci sarà la supereruzione che gli scienziati si aspettano ("i Campi Flegrei sono tra i 6-7 luoghi al mondo dove è attesa una supereruzione" scrive il National Geographic) troverà non preparata la popolazione: «Il piano di evacuazione per questarea - spiega Mastrolorenzo - è annunciato da 20 anni, ma ancora non si vede. Il bradisismo che ha interessato in maniera violenta larea negli anni Settanta e Ottanta sembra ormai storia vecchia. La gente è tornata a Pozzuoli, nella zona di via Napoli evacuata nella crisi del 1982-84. Non sappiamo se quelli di allora fossero fenomeni precursori oppure no, e comunque tutta la zona ha visto unesplosione delle abitazioni negli ultimi trentanni. Si tira avanti e si cerca di non pensare che qui siamo seduti su dei vulcani». Qui tutto il passato giganteggia. Quello geologico, e quello storico. Qui i Greci fondarono la prima colonia della Magna Grecia, qui prese dimora Lucullo, «questo era il luogo di villeggiatura degli imperatori romani, e quindi è, da un punto di vista archeologico, importante quanto Roma» afferma il sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo. Come dimostrano, tra laltro, le scoperte che negli ultimi anni hanno interessato Cuma. «Sta tornando alla luce - spiegano gli archeologi - la storia della città in tutte le sue fasi: quella preellenica, la greca, la sannitica, la romana e la bizantina».